di Redazione Cook

Il cantautore che questa sera affiancherà Carlo Conti sul palco dell’Ariston segue un’alimentazione rigorosa «pesata» e allenamenti quotidiani. Il suo punto debole? La torta di mele

Grande attesa per Achille Lauro che, questa sera, affiancherà Carlo Conti sul palco dell’Ariston, nella seconda delle cinque puntate dedicate al 76esimo Festival di Sanremo. Nato a Verona nel 1990 e cresciuto a Roma, Lauro, nome d’arte di Lauro De Marinis, negli ultimi anni si è affermato come uno dei cantautori più innovativi della musica italiana, passando dal rap delle origini a un percorso artistico che unisce hip hop, pop, rock e performance visiva. Di lui colpisce molto l’identità artistica, costruita attorno a una spiccata versatilità estetica. E quella capacità di trasformare il corpo e l’immagine in strumenti espressivi tanto quanto la musica, anche grazie alla tavola.

A proposito di cibo, in una intervista rilasciata tempo fa a Grazia, Achille Lauro aveva raccontato con precisione quasi maniacale il rapporto con l’alimentazione: «Seguo una dieta dove tutto, dal primo all’ultimo boccone della giornata, è rigorosamente pesato». In altre parole, ogni pasto è studiato, bilanciato e calibrato, con attenzione particolare alla qualità delle materie prime. E ai condimenti, dosati senza eccessi. Un approccio improntato al controllo e alla disciplina che non esclude, tuttavia, qualche concessione: il cantautore aveva ammesso di non saper rinunciare ai dolci – in particolare alla torta di mele fatta in casa – a un buon bicchiere di vino e ai cocktail. Piccoli strappi alla regola che si inseriscono in uno stile di vita sempre molto attento.



















































Accanto alla dieta rigorosa, c’è poi l’allenamento, tra i cardini della quotidianità di Achille Lauro. Appassionato di sport da combattimento, in particolare boxe e muay thai, il cantautore alterna sessioni ad alta intensità a esercizi a corpo libero e allenamenti con la corda, seguendo una preparazione fisica improntata alla costanza. «Come uno sportivo deve allenarsi, anche io per essere pronto a salire sul palcoscenico devo prepararmi fisicamente», aveva dichiarato in una intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

È una quotidianità intensa quella di Achille Lauro che, tuttavia, non esclude pause programmate: periodicamente si concede una settimana di recupero, necessaria per ristabilire l’equilibrio prima di tornare ai ritmi abituali. Tabelle precise, comunque sostenibili, che gli consentono di conciliare le esigenze della performance con il lavoro creativo e la cura del benessere fisico. Nel privato e nel pubblico. A casa e sul palco dell’Ariston dove è nato artisticamente. E che, negli anni, ha saputo trasformare in uno spazio di sperimentazione estetica e identitaria, imponendosi come artista capace di ridefinire i confini dello spettacolo televisivo. 

25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 18:44)