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Redazione Online

Quattro persone a bordo di un’imbarcazione registrata in Florida sono state uccise e altre sei sono rimaste ferite dalle Guardie di frontiera cubane dopo uno scontro a fuoco nelle acque territoriali dell’isola

La Guardia costiera cubana ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sei che viaggiavano a bordo di un motoscafo registrato negli Stati Uniti in seguito a uno scontro a fuoco al largo della costa settentrionale dell’isola nel comune di Corralillo. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno dell’Avana, precisando che «il motoscafo illegale è stato individuato nelle acque territoriali cubane» e che si tratta di un’imbarcazione, registrata in
Florida. Semore secondo la ricostruzione del ministero cubano quando una motovedetta della Guardia costiera si è avvicinata all’imbarcazione per identificare i passeggeri «dall’interno sono partiti alcuni colpi», uno dei quali ha ferito il comandante cubano. «In seguito allo scontro a fuoco, quattro aggressori sono stati uccisi e altri sei feriti», ha riferito il ministero.

A seguito della sparatoria, prosegue il comunicato, «quattro aggressori a bordo dell’unità straniera sono stati uccisi e sei sono rimasti feriti. I feriti sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica». L’incidente è avvenuto a nord-est del canale El Pino, a Cayo Falcones, nella provincia di Villa Clara. «Di fronte alle sfide attuali, Cuba riafferma la propria determinazione a proteggere le proprie acque territoriali, basandosi sul principio secondo cui la difesa nazionale è un pilastro fondamentale dello Stato cubano per salvaguardare la sovranità e garantire la stabilità nella regione», conclude il ministero.  



















































Proprio oggi il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato nei Caraibi per per discutere con i leader regionali della crescente crisi umanitaria a Cuba, aggravata dalle politiche statunitensi come il blocco del petrolio e le sanzioni economiche. Il blocco americano ha infatti comportato carenze di energia, blackout e forti tensioni umanitarie sull’isola, con possibili ripercussioni su migrazione, sicurezza e stabilità in tutto il bacino caraibico.
Rubio è intervenuto a una riunione a porte chiuse della Caribbean Community – un blocco di 15 Stati caraibici – a Saint Kitts e Nevis, incontrando poi alcuni leader per discussioni bilaterali.

25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 21:05)