di
Michela Nicolussi Moro

I manager delle nove Usl della regione dovrebbero essere ufficializzati entro sabato. Ecco i nomi

Qualcosa di «vecchio», qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato o regalato. La ricetta della sposa felice si presta anche per descrivere il mix ben dosato dal governatore Alberto Stefani per scegliere la nuova tornata dei direttori generali delle nove Usl, delle due Aziende ospedaliere di Padova e Verona, dell’Istituto oncologico veneto e di Azienda Zero, il «cervello» amministrativo della sanità veneta, che vale 11 miliardi di euro. Cioè i due terzi del bilancio della Regione.

Le riconferme

La partita delle 13 nomine, alle quali si aggiungerà quella del dg della Sanità regionale, pare essere stata chiusa martedì sera, in tempo per l’approvazione in giunta della relativa delibera e dell’ufficializzazione dei manager entro sabato, giorno in cui scadranno quelli in carica. Stavolta la scelta si è rivelata più ardua, perché se nei 15 anni precedenti tutto era in mano all’ex presidente Luca Zaia, oggi Stefani ha dovuto trovare il giusto equilibro tra le diverse anime della maggioranza, per aprire una strada a propria impronta, non strettamente in continuità con la via tracciata dal predecessore. Impresa costata qualche veleno. Come l’e-mail anonima comparsa in Consiglio regionale ad opera di un «consigliere quasi ottantenne» che parla di «lobby di palazzo, vecchi ingranaggi arrugginiti, abili guastatori e personaggi esterni» in grado di influenzare questa «partita a scacchi». Che pare iniziare con cinque riconferme: Carlo Bramezza, ora all’Usl Pedemontana; Mauro Filippi, l’infermiere alla guida dell’Usl Veneto Orientale; Patrizia Benini, attuale dg dell’Usl Scaligera; Patrizia Simionato, a capo dell’Usl Berica; e Pietro Girardi, finora all’Usl Polesana.



















































I nomi nuovi (o quasi)

A loro si affiancano nomi nuovi o quasi, per una griglia che dalle prime indiscrezioni potrebbe essere così composta: all’Usl Dolomiti fino a giugno resta il commissario Giuseppe Dal Ben, a completamento del mandato; all’Usl Marca Trevigiana, costretta a salutare Francesco Benazzi perché in pensione, è dato in pole position Bramezza, benché l’attuale dg caldeggi alla successione il suo direttore sanitario Stefano Formentini; all’Usl Serenissima, che congeda Edgardo Contato perché ha l’età per la pensione, è atteso Giovanni Carretta, adesso direttore sanitario; all’Usl Veneto Orientale dovrebbe essere riconfermato Filippi. E qui iniziano la sorprese: all’Usl Polesana non è escluso il ritorno di Patrizia Simionato dopo la parentesi a Vicenza, a lei più gradita anche perché è di Rosà (stesso paese dell’ex assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin), mentre all’Usl Euganea, la più grande del Veneto e adesso retta da Paolo Fortuna, sarebbe in arrivo Mattia Altini, medico a capo dell’Ausl di Modena. Scelto da Stefani, ha ricoperto vari ruoli ai vertici della sanità, è stato direttore sanitario all’Istituto scientifico romagnolo per la cura dei Tumori e vanta un dottorato in Medicina del lavoro e Sanità pubblica.

L’ospedale di Padova

Il vento del cambiamento soffia pure all’Usl Pedemontana, dove si fa il nome di Achille Di Falco, attuale direttore del Sociale all’Usl Berica, che potrebbe invece essere assegnata ad Antonio Maritati, responsabile delle cure primarie in Regione. All’Usl Scaligera, guidata da Patrizia Benini, si attende il ritorno di Pietro Girardi. Più ostica la scelta dei direttori generali delle due Aziende ospedaliere universitarie, che prevede il benestare delle rettrici Daniela Mapelli per Padova e Chiara Leardini per Verona. Nella città del Santo sembra diretto Claudio Pilerci, che ha ricoperto ruoli di vertice in Regione, nella Rete oncologica veneta, in Azienda ospedaliera stessa e all’Usl Euganea, come direttore medico dell’ospedale di Piove di Sacco. Potrebbe essere affiancato da Benazzi, molto stimato da Stefani e riproposto in qualità di commissario per la costruzione del nuovo ospedale di Padova, visto che ha già realizzato quello di Treviso e ristrutturato il polo di Montebelluna. Come dg si è valutata pure Benini, nome gradito all’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, ma la manager trentina sarebbe in lizza anche per lo Iov (un ritorno), insieme a Paolo Garavana, direttore amministrativo dell’Asl di Biella.

L’ospedale di Verona e la Sanità regionale

In Azienda ospedaliera a Verona pare certo l’addio di Callisto Bravi, che potrebbe cedere il posto a Mauro Bonin, altro volto noto della sanità regionale (è a capo della Direzione Programmazione), gradito alla rettrice Leardini. Il suo nome è stato considerato anche per Azienda Zero, di cui nel novembre 2016 fu nominato commissario ma che ora dovrebbe andare al collega Paolo Fattori, responsabile della Direzione Edilizia ospedaliera in Regione.
Manca la casellina del dg della Sanità regionale: Massimo Annicchiarico ha dato le dimissioni e resterà fino al 15 aprile, dopodiché se la giocano Giancarlo Ruscitti, che lo stesso ruolo ricoprì dal 31 maggio 2006 al 30 giugno 2010 sotto la giunta Galan e che oggi è direttore dei Servizi sociosanitari in Friuli, e Giovanni Pavesi, direttore amministrativo di Aifa e già dg a Este e Vicenza.


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25 febbraio 2026