Lo studio portoghese fala atelier ha completato 171, un articolato progetto di ristrutturazione che reinterpreta lo spazio domestico di una residenza a Porto attraverso un linguaggio visivo e strutturale decisamente inedito. Rispetto per l’architettura preesistente, certo, ma privo di qualsiasi timore reverenziale: l’intervento nasce infatti dalla volontà di far dialogare le qualità formali dell’edificio originale con elementi intrusivi di nuova introduzione, che non si limitano a integrarsi ma occupano posizioni deliberatamente dirompenti, arrivando a bloccare porte, finestre e passaggi. “A causa di questo inconveniente la struttura diventa visibile. È un partecipante attivo dello spazio”, spiegano i progettisti.
Fransisco Ascensao
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Dall’esterno, sul fronte strada, emerge una sorta di “cappello” riflettente che cattura e rimanda lo sguardo, mentre sul retro il tema dell’isolamento è risolto attraverso una nuova pelle traslucida che genera balconi racchiusi su ogni piano. La facciata si configura come una vera e propria maschera materica, composta da vetro, telai gialli, strisce a specchio e marmo, in cui il rigore geometrico si confronta con una ricchezza tattile e cromatica volutamente esuberante. Una maschera che tuttavia non passa inosservata. È però all’interno che il progetto sprigiona tutta la sua energia. Una nuova struttura longitudinale, fatta di sottili pali metallici e travi a L, attraversa l’edificio ed è interrotta, esposta e persino enfatizzata nei punti in cui l’incontro con lo spazio lo richiede. Questi elementi, dipinti in rosso e blu accesi, assumono il ruolo di pilastri visivi oltre che funzionali, trasformando vincoli architettonici in occasioni plastiche. L’approccio di fala atelier colpisce proprio per questa sovrabbondanza controllata: pavimenti in legno naturale dialogano con zoccolini leggeri, telai gialli e reticoli di rete metallica densi, mentre superfici bianche, verde chiaro e blu profondo scompongono e ricompongono continuamente la percezione delle stanze.
Fransisco Ascensao
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Le suggestioni si moltiplicano senza mai perdere coerenza. I pilastri evocano tronchi di alberi futuristici, singoli scalini in cemento conducono a porte solo apparentemente identiche e speculari, mentre specchi collocati in posizioni volutamente ambigue amplificano superfici e prospettive, generando un ambiente fatto di riflessi, dissonanze e continui slittamenti visivi, accentuati anche dall’uso del vetrocemento. Ne risulta un interior denso e stratificato, ma racchiuso entro un rigore formale che evita qualsiasi deriva centrifuga. In continuità con la poetica che ha caratterizzato altri progetti dello studio, come House With Glass Walls e 098 Building, dove geometrie e cromie dialogano con materiali come marmo e vetro, 171si afferma come un esempio emblematico della ricerca di fala atelier nel reinventare spazi domestici esistenti attraverso un uso non convenzionale di struttura, colore e superficie.
Fransisco Ascensao
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Stefano Annovazzi Lodi è un contributor freelance che per Elledecor si occupa principalmente di design e progetti culturali. Pare che da anni si stia dedicando a un romanzo con cui vincerà il Nobel, nel frattempo ripassa il discorso di accettazione e lavora come story editor per una casa di produzione di Roma.







