di
Andrea Rinaldi

Con risultati sopra le attese e un debito sceso a 1,1 miliardi, il cda di Pirelli proporrà una cedola più generosa agli azionisti. Stime riviste in rialzo per i prossimi esercizi

Pirelli centra i target fissati per l’anno finanziario 2025 e batte le stime degli analisti, motivo per cui proporrà un dividendo straordinario ai suoi azionisti. Per la casa della Bicocca l’anno si chiude con un utile netto in crescita del 5,9% a 530,7 milioni e ricavi in crescita organica del 4,2% a 6,7 miliardi. Numeri che consentono a Pirelli di riservare agli azionisti un dividendo «straordinario», come annunciato nella nota della società degli pneumatici. Per quanto riguarda i margini, l’Ebitda adjusted è stato pari a 1,5 miliardi (+1,9%) e l’ebit adjusted pari a 1.081,4 milioni di euro, con un margine in miglioramento al 16%. Il flusso di cassa netto ante dividendi è di 1.073,8 milioni di euro. L’anno scorso l’impatto lordo dei dazi è stato pari a circa 55 milioni di euro, parzialmente compensato da misure di mitigazione.

Tronchetti Provera: «Contesto volatile, ma risultati eccezionali» 

«I risultati del 2025 segnano un’altra tappa fondamentale nel nostro percorso di crescita e creazione di valore. In un contesto esterno altamente volatile, il gruppo ha chiuso l’anno con risultati eccezionali», ha detto Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli, in call con gli analisti sui risultati del 2025. «Abbiamo lottato per migliorare il nostro posizionamento nel segmento ad alto valore – ha aggiunto – e la redditività si conferma la più alta tra i tier one. La generazione di cassa è stata superiore alle aspettative, consentendoci di accelerare il processo di riduzione dell’indebitamento. Allo stesso tempo, rafforziamo il nostro impegno per la sostenibilità, risultato che ha consolidato la nostra leadership. Pirelli è l’unica azienda nel settore globale dei pneumatici e dei componenti automobilistici ad essere inclusa nell’1% delle migliori aziende dello Standard and Poor Global Sustainability Yearbook», ha sottolineato. 




















































Pirelli aggiorna le stime per il 2026, ricavi a 6,7-6,9 miliardi 

Risultati «eccezionali», dunque, che consentono a Pirelli di aggiornare le linee guida per il 2026 e di alzare le stime. Per il ceo Andrea Casaluci la strategia di crescita di quest’anno sarà concentrata su tre direttrici: «Crescita nell’alto di gamma con allargamento di partnership e in mercati dove abbiamo upside; rafforzamento della leadership attraverso il rinnovo del catalogo prodotti come gli pneumatici intelligenti cyber tire; trasformazione a livelli strutturale per la competitività». In aggiunta Pirelli si appresta a diventare un’azienda più guidata dai dati. 
Sulla base dei risultati 2025, si legge in una nota al termine del cda, il gruppo ora si attende «una solida crescita organica, un ulteriore miglioramento della redditività e una solida generazione di cassa, nonostante lo scenario esterno si confermi sfidante (tassi di cambio, dazi e inflazione dei fattori produttivi)». Dal punto di vista dei volumi, in particolare, Pirelli prevede di registrare una performance superiore al mercato nell’High Value, e di continuare a ridurre la propria esposizione nello Standard. In particolare, per il 2026 sono attesi ricavi compresi tra 6,7 e 6,9 miliardi. Il margine Ebit adjusted è atteso a circa il 16%, la generazione di cassa netta ante dividendi è attesa a 500 milioni di euro, nonostante le maggiori imposte dovute al venir meno di benefici fiscali in Italia; gli investimenti pari a 450 milioni di euro (6,5% dei ricavi). La posizione finanziaria netta dovrebbe essere pari a -1,2 miliardi di euro (rispetto a -1,1 miliardi del 2025) considerando l’esercizio dell’opzione per incrementare la partecipazione nella joint venture Xushen Tyre, che detiene il polo produttivo di Jining Shenzhou, dall’attuale 49% fino a un massimo del 70% del capitale, come da accordi con il Gruppo Hixih sottoscritti e resi noti al mercato nel 2018. «Lo scenario che prevediamo per il 2026 rimane difficile, con incertezze geopolitiche e un’elevata volatilità microeconomica. In questo panorama complesso, vediamo reali opportunità di crescita che siamo pronti a cogliere attraverso un modello di business sempre più basato sui dati. Il nostro obiettivo è consolidare la nostra leadership, migliorare la redditività, garantire una solida generazione di cassa e assicurare una solida remunerazione agli azionisti», ha poi aggiunto Tronchetti Provera. «L’infrastruttura digitale, l’uso continuo dell’AI in tutte le aree dell’azienda e l’integrazione dei dati raccolti grazie a una tecnologia unica come il Cyber, sia nel software delle centraline di controllo dei nostri clienti sia nei nostri modelli, stanno rafforzando il nostro modello di business, rendendolo a prova di futuro in un contesto in rapido cambiamento».

Arriva il dividendo straordinario

Con risultati sopra le attese e un debito sceso a 1,1 miliardi, nettamente migliore rispetto alla guidance 2025 che era pari a circa 1,6 miliardi di euro, il cda di Pirelli proporrà un dividendo di 0,24 euro per complessivi circa 260 milioni e un dividendo straordinario di 0,10 euro per azione, per circa 109 milioni, anche a valere sulle riserve di utili distribuibili. Complessivamente, si legge in una nota che accompagna i risultati preliminari, la proposta di dividendo totale ammonta a 0,34 euro per azione, pari a un monte dividendi di circa 369 milioni di euro. 

Sinochem e Golden power

Tronchetti Provera non si è sottratto alle domande degli analisti sugli azionisti cinesi, con cui le frizioni sono sempre più profonde. «Non ci sono negoziati» con Sinochem. «Termineremo il patto e non lo rinnoveremo a maggio. Adesso il Golden power sta analizzando la situazione. Possiamo confermare che il governo ha dichiarato che Pirelli sarà in grado di poter stare in tutti i mercati, compreso quello americano, con le sue tecnologie». Il riferimento è alla scadenza del prossimo 17 marzo, quando le case automobilistiche dovranno confermare l’allineamento alla normativa americana che impone restrizioni alle tecnologie di gruppi con azionisti rilevanti cinesi: «Non ci dovrebbero essere problemi e siamo sicuri che Pirelli sarà in grado di far fronte ai requisti richiesti dalla normativa americana».

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25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 19:40)