Il norvegese è stato protagonista in Champions con il Bodo contro i nerazzurri. I milanisti sorridono, ma si chiedono perché nel 2021 sia stato venduto all’Eintracht, dopo una prima stagione da 5 gol. Ecco le risposte
Giornalista
26 febbraio – 09:46 – MILANO
Le travi rosse esaltano Jens Petter Hauge. Nell’estate 2020, quando venne a giocare a San Siro con il Bodo, riuscì a fare impazzire il Milan: gol e assist. Cinque anni e mezzo dopo, nello stesso stadio, si è citato: gol e assist, un’altra volta, contro l’Inter. I milanisti davanti alla tv si sono ricordati di avere una naturale simpatia per quel biondino norvegese, che ha eliminato l’Inter dalla Champions e al Milan ha segnato 5 gol in una stagione, prima di andare all’Eintracht Francoforte. Già, ma perché il Milan lo ha venduto così presto? Non avrebbe avuto senso tenerlo, farlo crescere, dargli una chance? Rispondiamo.
preso in una notte—
Il Milan prese Hauge dal Bodo per 4,8 milioni nell’ottobre 2020, quando il calciomercato si era trascinato all’autunno per il Covid. Lo seguiva da tempo, non aveva fatto il passo per qualche dubbio sull’ambientamento in Italia ma in una sera cambiò idea. Terzo turno preliminare di Europa League, Milan-Bodo 3-2 con un grande Jens Petter a San Siro. I dubbi, svaniti. Il Milan chiuse l’accordo con il Bodo nella notte e Hauge raccontò: “Ricordo il caos del dopo gara, il direttore sportivo che mi disse: ‘Jens, ti vogliono…’. Il telefonino si riempiva di messaggi e, poche ore dopo, ero un giocatore rossonero”. In un’altra intervista: “La notte in albergo non riuscivo a dormire, presi una Coca Cola e riguardai la gara. Avevo i brividi. Mi volevano in tanti. Un club mi inviò i biglietti aerei, ma rifiutai per il Milan. Era l’unica opzione”. Paolo Maldini lo cercò con una videochiamata: “Jens, ti aspettiamo a Milanello”. E lui: “Emozioni e sensazioni uniche, facevo fatica a capire cosa mi stesse accadendo”.
hauge-milan, 5 gol e cessione—
Nel 2020-21, Hauge segnò 5 gol con il Milan. Il primo a Napoli a novembre, chiudendo un 3-1 deciso da una doppietta di Ibra. Il più emozionante in aprile, con il Milan in corsa per un posto Champions: 1-1 alla Samp a tre minuti dalla fine. Gli altri tre in Europa, due al Celtic e uno allo Sparta Praga. Come prima stagione, niente male. Hauge però il 10 agosto 2021 era già altrove: un giocatore dell’Eintracht Francoforte. Prestito da 1,6 milioni con obbligo di riscatto condizionato alla salvezza, puntualmente scattata, da 7,5 milioni. In totale, 9 milioni abbondanti, più alcuni bonus (si è sempre parlato di 12 milioni come possibile cifra totale dell’operazione) che sarebbero potuti scattare.
i motivi della cessione—
Il Milan decise per la plusvalenza immediata e la motivazione economica è parte della spiegazione. C’è altro. Hauge in quel 2020-21 giocò 18 partite in campionato, ma solo 3 da titolare. In rosa c’erano Ibra, Brahim Diaz, Castillejo, Rebic, Leao, Daniel Maldini, Saelemaekers, da gennaio anche Mandzukic. Jens Petter, pur bravo, visse un anno di apprendistato e a fine stagione andò dai dirigenti. Con grande educazione, spiegò di aver bisogno di più spazio per migliorare e mettersi alla prova. Al Milan non lo avrebbe avuto: in estate, arrivarono anche Giroud e Messias, in una squadra che avrebbe vinto lo scudetto. Quando l’Eintracht chiamò, il Milan e Hauge dissero sì, in un addio in totale armonia. Che cosa resta di lui? Bei ricordi, di un ragazzo per bene, un grande professionista. L’Eintracht con Hauge ha provato per una stagione e mezza: è andata male. Per un anno, lo ha prestato al Gent: male anche lì. Quando Jens Petter è tornato al Bodo, è rinato, al punto che ora lo domanda chiave è una: può funzionare fuori dalla Norvegia? Riproverà presto, lo scopriremo.
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