Se il fatturato cala a 153,5 miliardi di euro, a preoccupare pensano i 25,4 miliardi di oneri straordinari per rallentare sulla via dell’auto a batteria: la cifra è salita di 3,2 miliardi rispetto a quanto dichiarato solo il 6 febbraio scorso
Gianluigi Giannetti
26 febbraio 2026 (modifica alle 11:23) – MILANO
Una retromarcia sulla via dell’auto elettrica che per il gruppo Stellantis si sta rivelando perfino più costosa del previsto. Il bilancio 2025 certifica ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, cioè in calo del 2% rispetto all’anno precedente, ma soprattutto sconta una clamorosa perdita netta di 22,3 miliardi di euro. La responsabilità è attribuita ai 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari per l’intero anno, cioè il costo generale del riallineamento della propria gamma di vetture, attualmente troppo esposta su modelli a batteria. Sorprende casomai proprio l’ammontare di quest’ultima cifra, appunto 25,4 miliardi, superiore cioè di ben 3,2 miliardi ai 22,2 miliardi di euro che l’amministratore delegato Stellantis Antonio Filosa, appena il 6 febbraio scorso, calcolava ufficialmente come perdita per il solo secondo semestre del 2025. Appare legittimo che i costi annuali siano superiori a quelli di un semestre, questo è chiaro, ma è un fatto che lo stesso Antonio Filosa è entrato in carica a partire dal 23 giugno e che quindi ben poco possa aver potuto incidere in realta sulle strategie nei mesi precedenti. “Nel 2026 il nostro focus sarà continuare a colmare i gap di esecuzione del passato, accelerando ulteriormente verso un ritorno a una crescita profittevole”, questo il commento di Filosa ai dati di bilancio 2025. “Riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà dei clienti di scegliere all’interno di una gamma completa di tecnologie: elettrica, ibrida e a combustione interna”. Stellantis ha annunciato che presenterà il proprio piano strategico durante l’Investor Day 2026, che si terrà il 21 maggio prossimo ad Auburn Hills, in Michigan.
Frenata costosa—
Rallentare sulla via dell’auto elettrica ha una somma di costi che, per Stellantis, è imponente e va spiegata. Oltre le inevitabili spese in ricerca e sviluppo che non si possono trasferire sulle vetture a benzina, vanno considerate quelle effettuate per le fabbriche adeguate alla produzione di modelli a batteria che poi vengono cancellati, e ancora gli esborsi derivanti da contratti che prevedono forniture di tecnologia e materiali che non verranno utilizzati. La proiezione di 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari, dunque, pesa in modo inevitabile anche su quello che sono i numeri reali. Sul piano operativo la perdita 2025 rettificata è di 842 milioni di euro con un margine negativo dello 0,5%, mentre il flusso di cassa industriale è in rosso per 4,5 miliardi di euro. Nel secondo semestre 2025 le consegnehanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, con un incremento di 277.000 veicoli, pari a +11% rispetto all’anno precedente. Il gruppo osserva come la crescita sia stata ampia, “con tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi”. In questo contesto spicca il risultato del Nord America, che ha visto un aumento di 231.000 unità, pari a +39% rispetto all’anno precedente.
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