L’ad bianconero torna sull’eliminazione in Champions: “Penso ci vorranno anni per riprendermi da questa eliminazione. Ma cercherò di non farmi squalificare come contro l’Inter”

26 febbraio 2026 (modifica alle 18:59) – LONDRA

Damien Comolli è volato da Torino a Londra stamattina, ma negli occhi ha ancora il match dello Stadium di ieri sera, il 3-2 sul Galatasaray ai supplementari che non è bastato alla Juventus per guadagnarsi gli ottavi di Champions League dopo il 5-2 dell’andata. “Non mi sono ancora ripreso dalla partita e penso che mi ci vorranno anni per farlo” confessa nella capitale britannica sul palco del Financial Times Business of Football Summit, la manifestazione organizzata dal quotidiano finanziario dove è salito sul palco per partecipare ad un panel sulla trasformazione dei club calcistici. 

delusione—  

Quella è una missione su cui Comolli continuerà a lavorare nonostante l’eliminazione, ma prima bisogna andare oltre la serata di Champions. “Cercherò di non farmi sospendere anche dall’Uefa, visto sono già squalificato dalla federazione italiana dopo quello che è successo contro l’Inter – racconta sul palco il CEO dei bianconeri -. La decisione dell’arbitro però, l’espulsione di Kelly, è stata assolutamente frustrante. Quel direttore di gara aveva arbitrato solo 10 partite di Champions nella sua carriera: mi chiedo come sia possibile mandarlo a dirigere una partita con così tanto in gioco. E dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions”. 

tifosi—  

Comolli, oltre al risultato, ha un’altra cosa in testa: il polo bianconero. “I nostri tifosi sono stati straordinari e voglio ringraziarli. Come i giocatori, che sono stati fantastici. È la prima volta che mi trovo in uno stadio che applaude la sua squadra quando prende gol. La serata è stata quello che ci piace del calcio: emozione, frustrazione, ma anche il segnale che la squadra è viva e vuole continuare a combattere. È quello che ci manderà avanti per il resto della stagione, anche se questa sconfitta farà male per molti anni”.

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OBIETTIVI—  

Sul palco di Londra, Comolli racconta anche di essere tornato a casa ieri sera dopo la partita di Champions pensando di avere una buona squadra, una a cui non manca molto per lottare per lo scudetto, obiettivo normale in un club come la Juve. Gli viene chiesto cosa manca ai bianconeri per puntare al titolo l’anno prossimo e la sua risposta è una sorta di manifesto di intenzioni. “Se devo riassumere in una parola, abbiamo bisogno di continuità. Dobbiamo tenere lo stesso allenatore, la stessa strategia, lo stesso stile di gioco. Abbiamo avuto 7-8 allenatori diversi, traghettatori compresi, negli ultimi 2-3 anni. La continuità del nostro progetto è chiave: la squadra sta diventando unita grazie al lavoro di Luciano Spalletti: siano sulla strada giusta, ci serve continuità in tutto per avere successo, dalle strategie ai giocatori”.