di
Anna Paola Merone

Sono sposati da 35 anni, hanno due figli e tre nipoti. Lui è il più geloso tra i due. La canzone portata al Festival di Sanremo è dedicata a lei

Nel 1984 Sal Da Vinci viene portato dal suo amico del cuore alla festa di compleanno di sua cugina Paola Pugliese, che compie 16 anni. Sal ne ha 15 e resta immediatamente colpito da quella ragazza bruna dal sorriso abbagliante. Per i due adolescenti è un colpo di fulmine travolgente e «si mettono» subito insieme. Oltre quarant’anni dopo Paola è sempre al suo fianco, anche in questi giorni a Sanremo. Ed è lei la donna alla quale l’artista partenopeo ha dedicato «Per sempre sì», il brano con il quale in questi giorni al Festival sta raccogliendo consensi e applausi.

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Sono molto innamorati, ma ancora poco maturi e incapaci di gestire qualche inevitabile litigio e le incomprensioni legate alla crescita personale e di coppia. E così finiscono, dopo qualche tempo, per lasciarsi. Restano lontani un anno e mezzo e quando si ritrovano giurano solennemente che non si lasceranno più. Nel 1992 il matrimonio: lei ha un abito da principessa delle favole, lui i capelli lunghi. Il sì (per sempre, come da brano sanremese) nella chiesa di Piedigrotta (a pochi passi da mare di Mergellina) che per entrambi è la parrocchia di riferimento: la famiglia di Sal — che all’anagrafe si chiama Salvatore Michael Sorrentino — abita in una strada proprio alle spalle della chiesa, lei in piazza Sannazaro.

Appena sposati vanno a vivere dalla mamma di lui: non possono permettersi altro. L’anno successivo nasce il primogenito Francesco, mentre loro si trasferiscono a Pianura in una piccola casa di Mario, il papà di Sal, in una zona periferica di Napoli. Ma il desiderio di entrambi è quello di tornare a Mergellina. Ci riescono. E vanno a vivere in una casa proprio nel palazzo dove Sal è cresciuto: 47 metri quadrati per una famiglia di quattro persone, dal momento che nel frattempo è arrivata Annachiara. Stringere i denti e affrontare tutto con determinazione: Sal e Paola si ripetono questo quando sono chiamati ad affrontare prove difficili come la meningite di Francesco e un angioma sul volto che Annachiara presentava alla nascita.

L’amore è un collante straordinario, che aiuta a superare tutto e ad andare avanti con decisione oltre ostacoli che sembrano insormontabili. Vincono restando uniti. Paola dopo le nozze ha smesso di lavorare — da ragazzina aveva fatto la figurante in tv poi, dopo il diploma, ha lavorato come estetista — ed è il punto fermo della famiglia e la spalla forte per il marito che scrive le sue canzoni e punta, con la sua musica, a conquistare successi e nuovi palcoscenici. Perché lei conosce, d’istinto, il valore del gioco di ruolo. E sa che Sal è un uomo di spettacolo — ha debuttato quando aveva appena 6 anni — e che il suo non è un lavoro come un altro. Riesce a dargli tranquillità e calore. Lui conosce tuttavia il senso dell’equilibrio fra gli impegni pubblici e la vita privata: è attento a non creare tensioni, gestisce il successo con sobrietà e sa dare alla coppia e alla famiglia una struttura solida.

Fra i due è lui il più geloso, mentre lei è consapevole che le attenzioni intorno al marito sono il segno dell’affetto del pubblico. Insieme sono nonni entusiasti. Il primo arrivato è Salvatore, che ha 8 anni e mezzo, al quale si sono aggiunti altri due nipoti. Il loro segreto, dopo quasi 35 anni di matrimonio, è continuare a ripetersi quanto si amano. Come in una bella canzone d’amore. Come quella che lui ha portato a Sanremo.


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26 febbraio 2026 ( modifica il 26 febbraio 2026 | 18:46)