Mike Fincke, veterano di 58 anni fu colpito da un problema di salute a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e l’equipaggio rientrò in anticipo

La Nasa ha rivelato, su richiesta diretta dell’interessato, il nome dell’astronauta protagonista della prima evacuazione medica nella storia della Stazione Spaziale Internazionale: si tratta di Mike Fincke, 58 anni, padre di tre figli,  veterano con oltre due decenni di carriera alle spalle e uno dei membri più esperti del corpo astronauti statunitense.

L’emergenza medica

L’episodio risale al gennaio 2026, durante la missione Crew-11. Un evento medico improvviso a bordo ha reso necessario il rientro anticipato dell’equipaggio. In un primo momento l’agenzia non aveva diffuso l’identità dell’astronauta coinvolto, limitandosi a spiegare che la decisione era stata presa per consentire accertamenti diagnostici più approfonditi a Terra. È stato lo stesso Fincke, una volta rientrato e avviato il percorso di recupero a Houston, a chiedere che il suo nome venisse reso pubblico, chiudendo settimane di speculazioni.



















































«Il 7 gennaio, mentre ero a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ho avuto un evento medico che ha richiesto l’intervento immediato dei miei incredibili compagni di equipaggio. Grazie alla loro rapida risposta e alla guida dei nostri medici di volo della Nasa, le mie condizioni si sono rapidamente stabilizzate» spiega Fincke nel suo messaggio pubblicato dalla Nasa su X. La natura esatta del suo disturbo non è stata rivelata, ma la dichiarazione di Fincke ha chiarito che il problema, pur non essendo considerato un’emergenza, richiedeva imaging medico avanzato non disponibile sulla stazione spaziale. Il rientro anticipato per emergenza medica è un precedente storico: in oltre venticinque anni di operatività della ISS, nessuna missione era stata abbreviata per motivi sanitari di un membro dell’equipaggio.

Chi è l’astronauta Mike Fincke

Fincke, classe 1967, colonnello in pensione della US Air Force, è uno degli astronauti più esperti della Nasa. Selezionato nel 1996, ha partecipato a più missioni di lunga durata sulla ISS e al volo dello shuttle Space Shuttle Endeavour (che ha sostituito il programma Challenger dopo l’incidente del 1986). Complessivamente ha trascorso oltre 500 giorni nello spazio e ha effettuato nove attività extraveicolari. Per un periodo ha detenuto il record statunitense di permanenza cumulativa in orbita. Laurea al MIT in aeronautica e scienze planetarie, master a Stanford, formazione in Russia, Mike Frincke parla anche giapponese e russo. 

Durante una delle sue prime missioni di lunga durata, nel 2008, Fincke divenne padre mentre si trovava in orbita: sua moglie diede alla luce una figlia mentre lui era a bordo della stazione, collegato via comunicazioni satellitari e divenne così il «primo padre nello spazio» Tra i colleghi è noto con il soprannome «Spanky», ispirato al personaggio della serie televisiva “Piccole canaglie”, un giovane leader schietto e intraprendente. Il nomignolo lo ha ereditato ai tempi dell’addestramento come pilota militare perché era il più giovane del gruppo ma è rimasto anche dopo l’ingresso nel corpo astronauti. «Quando mi sono trasferito alla Nasa ho scoperto che ero anche il più giovane nella classe degli astronauti, quindi il soprannome mi è rimasto» ha raccontato Fincke in una intervista. L’astronauta americano ha anche partecipato alle missioni Nasa Extreme Environment Mission Operations (NEEMO), i soggiorni subacquei organizzati dalla Nasa per simulare isolamento, operazioni extraveicolari e gestione di emergenze in ambienti estremi. 

La riabilitazione 

Oggi  l’astronauta ha dichiarato di stare bene e sta effettuando la riabilitazione post permanenza nello spazio presso il Johnson Space Center della Nasa di Houston. «Il volo spaziale è un privilegio incredibile e a volte ci ricorda quanto siamo umani. Grazie a tutti per il vostro sostegno» sono le parole con cui Frincke ha chiuso il suo messaggio.

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26 febbraio 2026