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Redazione Online

Il ragazzo è rimasto tetraplegico a causa di un’aggressione per il furto del suo monopattino

Momento dedicato alla violenza giovanile e al bullismo stasera sul palco del Festival di Sanremo. In collegamento c’è Paolo Sarullo: «Stop alla violenza sui giovani» è il suo messaggio. 

Sarullo, è un ragazzo di Albenga di 25 anni, ed è tetraplegico da quando, nel maggio del 2024, è stato aggredito da quattro adolescenti che hanno provato a rapinarlo mentre era in monopattino. «Ho perdonato i miei aggressori» ha detto a Conti, assicurando che non mollerà. 



















































La notte del 19 maggio alle 3:30 di notte, mentre tornava a casa a piedi dalla discoteca con un amico, un gruppo di quattro di persone lo ha avvicinato per rubargli il monopattino e gli ha sferrato un pugno. Sarullo è caduto e ha battuto la testa: emorragia celebrale. Soccorso dagli amici, si è salvato grazie a due interventi chirurgici di 15 ore, ma è rimasto tretaplegico. Riesce a comunicare solo con lievi movimenti e ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 e deve fare terapie di riabilitazione costose. 

Paolo era un ragazzo solare, buono con tutti, appassionato di musica, in particolare delle canzoni di Ultimo, e di calcio. Aveva sogni e speranze, spezzati in una notte di maggio. 

Gli aggressori, tra cui minorenni, dopo la fuga sono stati identificati e processati. A un anno esatto dall’aggressione che ha cambiato la vita a Paolo, la sentenza della Corte d’Appello ha confermato la condanna penale per chi ha sferrato il pugno e disposto, in via provisionale, un risarcimento di 1 milione e 270 mila euro verso la vittima e 200 mila euro in favore della madre. Intanto Paolo continua il suo percorso scandito da logopedista e fisioterapista per riappropriarsi della sua vita.

«Li ho perdonati», aveva detto Sarullo qualche mese fa, ospite del programma Storie italiane di Rai 1. E aveva anche fatto un appello a Carlo Conti per poter andare a Sanremo a parlare di bullismo. Il suo messaggio è stato ascoltato.  

Una storia di grande forza e umanità. Dopo alcuni mesi di terapia intensiva, il 22 agosto 2024 Paolo è stato accolto al «Centro Don Gnocchi» di La Spezia per avviare il suo percorso riabilitativo, complesso e altamente specializzato. Oggi Paolo respira autonomamente, parla, mangia da solo e ha ripreso a muoversi. L’impiego della riabilitazione robotica per l’arto superiore e di specifici tutori gamba-piede gli consente progressi continui; grazie anche a uno speciale deambulatore, «il Grillo» (come è conosciuto) è attualmente in grado di camminare per brevi tratti. 

«Il percorso di Paolo racconta bene cosa significhi fare riabilitazione ogni giorno: competenza clinica, lavoro di squadra e una grande alleanza con la persona e la sua famiglia», ha raccontato Pietro Balbi, neurologo e direttore sanitario del Centro. «I risultati raggiunti non erano affatto scontati. Vederlo portare il suo messaggio di pace e speranza a un pubblico così ampio sarà per tutti noi un motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, una grande responsabilità».

La sua storia ha portato alla nascita della fondazione “Uniti per Paolo”, impegnata nella sensibilizzazione contro la violenza giovanile e nel sostegno al suo rientro a casa. Nonostante la gravità di quanto vissuto, Paolo ha scelto la strada del perdono e del dialogo. «A nome della Fondazione Don Carlo Gnocchi desidero esprimere una profonda gratitudine per questa occasione di grande valore umano e civile», ha concluso Martina Iardella, direttrice del Centro di La Spezia. «Rinnoviamo il nostro impegno quotidiano nella cura, nella riabilitazione e nell’accompagnamento delle persone più fragili e delle loro famiglie, perché anche dalle ferite più profonde possa nascere un futuro di dignità, consapevolezza e speranza».

26 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 10:30)