“A due passi dal Bois de Boulogne, questo appartamento bifamiliare, nel quartiere Muette è al tempo stesso radicale – linee rette, materiali nobili, forti contrasti – e personale, poiché racconta la storia di un collezionista d’arte e di design”, spiega l’architetto d’interni Léo Schlumberger. “L’intero spazio è concepito come un pied-à-terre da cui si può facilmente entrare e uscire, come in una suite d’albergo”. Una suite d’albergo comunque molto grande – 155 metri quadrati – e fluida nella sua circolazione open space, progettata intorno a due vincoli: la tromba delle scale dell’edificio e la presenza di una seconda scala per spostarsi tra i due livelli dell’appartamento. Questa duplice esigenza ha permesso a Léo Schlumberger di creare spazi sorprendenti con altezze multiple dei soffitti in questo appartamento a Parigi borghese, situato in una ex casa di città.
3- Questa villa sulle colline toscane accoglie l’eclettica collezione di arte e antiquariato di un architetto
Il salotto al primo piano. Separé laccato nero con applicazioni decoupage. Specchiera in legno, di artigianato fiorentino. Lampada da tavolo con bottoni, ceramica smaltata verde, Impruneta. Tavolo fumo di Chelini. Applique in alabastro.
Foto © Diego Laurino. Styling Paolo Dovichi
Questa casa in Toscana, sulle colline di Lucca, l’architetto e garden designer Umberto Davini l’osservava da un po’. «L’avevo vista e ci sognavo sopra, finché un giorno mia sorella mi ha detto che era abbandonata e di andare a vederla. Sono entrato, ho girato per le stanze e mi ha colpito la sua luce. Non c’era corrente elettrica ma il Sole entrava in modo particolare». Racconta il progettista toscano, che, dopo tanti progetti di residenze e hotellerie nella zona, corona finalmente il suo di sogno. Tre piani, ciascuno di 90 metri quadrati, una stanza attigua di 50 metri quadrati e poi un fienile e un giardino grande e uno piccolo. Quattro camere da letto, due cucine, diversi salotti e un bagno per piano. «Si tratta di una casa del guardiano di una villa più grande che si trova accanto. La struttura, ottocentesca, era già bella in sé, aveva delle simmetrie ritmate dai corridoi e stanze che si intersecano una nell’altra. Ho solo cercato di valorizzarla, senza stravolgere. E questo progetto per me è stato un po’ come tornare a casa».
4- A Malmö, nella casa piena di luce di due musicisti, tra arte e design scandinavo
Accanto al pianoforte Steinway, la China chair di Hans J. Wegner e lo sgabello PK33 di Fritz Hansen.
Foto: Thomas S. Malm