di
Giulio De Santis
La donna, insieme con altri colleghi, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al gip che deciderà se arrestarla: «Ho fatto qualche piacere a degli amici, facendoli pagare meno con la mia carta sconti»
Le immagini la immortalano mentre lei, la cassiera della Coin alla stazione Termini accusata di decine di furti nel negozio, passa senza farli pagare capi d’abbigliamento a carabinieri e poliziotti. La Procura ne ha chiesto l’arresto e lei ha deciso di difendersi davanti al gip: «Ho fatto qualche piacere a degli amici, facendoli pagare meno con la mia carta sconti. Ma furti mai. Sono devastata da queste accuse».
È entrata in aula con gli occhiali scuri che le proteggono gli occhi segnati dalle lacrime. «Non sono una ladra, non sono responsabile della sparizione di 300 mila euro. Andassero a cercare i colpevoli altrove», ha contrattaccato. Tuttavia, delle ammissioni le ha fatte: «Ho commesso degli errori negli ultimi tempi. Ma non sono il mostro che è stato descritto. È poi ormai lavoro altrove».
Dichiarazioni spontanee, non risponde al gip
Per quanto riguarda i carabinieri e i poliziotti ha fornito una sua versione: «Ho trattato loro come ho fatto con altri. Nessun trattamento speciale» ha detto la donna – difesa dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Irene Bisiani – che però ha solo reso dichiarazioni spontanee senza risponde alle domande del gip che deciderà sull’arresto nelle prossime ore. Ha cercato anche di fornire una sua ricostruzione sulla distruzione della placche anti taccheggio: «È una prassi. Quando un cliente sceglie un capo, togliamo la tacca e poi mettiamo da parte il vestito o il profumo che diamo al cliente in un secondo momento».
Ora la sua posizione è all’esame del gip che deciderà nelle prossime ore se accogliere le richieste della procura. Poi è stato il turno di un’altra cassiera, dipendente di un negozio sempre all’interno della stazione. Le sono contestati quattro episodi. Tra cui il furto di un maglione: «Le giuro, è il solo errore che ho fatto. Prendere il maglione senza pagare è stato uno sbaglio. Sugli altri tre casi c’è un’abbaglio degli inquirenti», ha sostenuto la ragazza in lacrime.
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27 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 14:01)
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