di
Rosanna Scardi
Il docente di fisica ospite della penultima serata del Festival, alla quale – secondo Fanpage – avrebbe rinunciato dopo le polemiche social degli ultimi giorni. Ma la sua partecipazione viene confermata in conferenza stampa
A Sanremo scoppia anche il caso Schettini. Prima si è parlato di dietrofront del professore influencer pugliese, insegnante di fisica all’Iiss Luigi dell’Erba di Castellana Grotte (Bari), invitato a salire sul palco dell’Ariston questa sera, nel corso del penultimo appuntamento della kermesse, quello dedicato ai duetti.
«Era tutto pianificato, fino alla decisione di rinunciare presa in extremis dal diretto interessato», riporta Fanpage. Il motivo della rinuncia sarebbe da ricondurre alla bufera mediatica che nelle ultime settimane ha travolto il prof. Poi, però, è arrivata la conferma della sua partecipazione da Claudio Fasulo, vicedirettore del Prime Time Rai: «Questa sera – dichiara il dirigente Rai nella conferenza stampa del Festival – parleremo di dipendenze giovanili da droga, alcool e soprattutto social, con il professor Vincenzo Schettini. Proprio Schettini è stato protagonista negli ultimi giorni di una polemica legata al suo lavoro di insegnante e le sue attività sui social». Dall’entourage di Schettini negano che ci sia mai stato un suo dietrofront dal partecipare a Sanremo.
Il polverone si è alzato quando Schettini ha rilasciato un’intervista al podcast «Passa dal Bsmt», in cui dichiara che in futuro i professori lavoreranno part-time e venderanno le loro lezioni online. Sul suo canale Instagram, «La fisica che ci piace», tenta di rimediare, affermando di aver parlato «di cultura e non di scuola o istruzione, gratuita e accessibile a tutti» e denuncia commenti omofobi. La vicenda ha spalancato le porte alle critiche al suo metodo didattico.
Un ex studente ha dichiarato al portale Mow: «Le lezioni tradizionali alla lavagna erano rare. L’obiettivo principale era spesso registrare contenuti per YouTube». All’inizio dell’ora, «venivano coinvolti alcuni studenti per reggere smartphone, luci e supporti tecnici. Se un passaggio non risultava convincente o l’inquadratura non era soddisfacente, la registrazione ripartiva da capo». E ancora: «Il professore organizzava lezioni online – sono le parole del ragazzo – sugli stessi argomenti delle interrogazioni del giorno dopo. Per ottenere un incremento del voto, bisognava partecipare attivamente commentando durante la live». Schettini ha replicato postando la lettera di 24 rappresentanti, attuali e passati, dell’istituto che intervengono per difenderlo. Anche nella scuola sono dalla sua parte.
Ma poi Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter “Vale Tutto” pubblica nuove testimonianze, tra cui quella di una rappresentante di classe e alcuni studenti che confermano il primo racconto e i due voti in più assegnati a chi commentava le sue dirette su YouTube. «Se io avessi veramente costretto i miei studenti – dichiara Schettini – , specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto tante attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi».
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27 febbraio 2026 ( modifica il 27 febbraio 2026 | 13:46)
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