Livorno, 27 febbraio 2026 – La lite nello studio professionale, poi un uomo che esce con il coltello dalla stanza. E gli altri impiegati, atterriti, che vedono la vittima a terra in un lago di sangue. Scene terribili, che hanno portato a un fermo. Per l’omicidio di Livorno è stato bloccato Luigi Amirante, 47enne, considerato dagli uomini della questura il presunto assassino di Francesco Lassi, 55 anni, ex agente di commercio e ora agente immobiliare della provincia di Pistoia. Una vicenda che lascia sotto choc la stessa Pistoia, dove l’uomo era conosciuto e si era candidato per il consiglio comunale con i Cinque Stelle alcuni anni fa; ma anche per Livorno, che assiste in pieno centro a un delitto efferato, feroce. Con gli inquilini del palazzo della centralissima via Grande, dove l’omicidio è avvenuto, senza parole.

Un momento dei rilievi nel palazzo di via Grande a Livorno (Foto Novi)
La vendita dell’oro
La lite sarebbe avvenuta per la trattativa sulla vendita di un quantitativo non ben definito di oro. La trattativa è terminata con l’uccisione del 55enne, che è stato raggiunto da due coltellate al torace. Tutto è accaduto in uno studio di commercialista molto conosciuto, dove la vittima aveva a disposizione una stanza. Qui lavorava e riceveva persone. Qui ha incontrato appunto quello che poi è diventato il suo assassino. I due si erano dati appuntamento. Ma qualcosa è andato storto nella trattativa che durante l’incontro hanno iniziato. Gli impiegati dello studio commerciale raccontano di aver sentito del trambusto provenire dalla stanza. Poi l’assassino è uscito. Aveva in mano un coltello ed è velocemente andato via dall’appartamento e dal palazzo.

I soccorsi
Sono stati gli impiegati dello studio commerciale a chiamare il 118 e le forze dell’ordine. Il personale sanitario di un’ambulanza della Pubblica Assistenza Svs ha soccorso l’uomo accoltellato e iniziato con le prime manovre di rianimazione. Intanto entrava nel palazzo anche la polizia, che si metteva subito sulle tracce dell’aggressore. Decisive sono state le telecamere del circuito di videosorveglianza del palazzo e delle vie cittadine intorno a via Grande: l’identikit dell’aggressore, ex collaboratore di giustizia, è stato definito velocemente.
Come si è arrivati alla cattura
Sono stati allertati tutti i lettori di targhe della città che servono alle zone a traffico limitato. L’uomo è stato intercettato dal personale dell’Unità operativa di primo intervento della polizia in via Mastacchi, nell’immediata periferia nord della città e consegnato agli agenti della Squadra Mobile. Si era cambiato di abito, ma in macchina aveva i vestiti con cui avrebbe compiuto l’aggressione. Sul luogo del delitto, inoltre, veniva rinvenuta, dopo la rimozione del cadavere, una lamina d’oro, oltre ad un’altra scheggia dello stesso metallo, con ogni probabilità, motivo della contesa sfociata in tragedia. Si cerca intanto ancora l’arma del delitto.