L’Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico. È quanto si apprende da una nota diffusa in serata dall’azienda ospedaliera. «Prosegue – si spiega – per gli altri sanitari coinvolti l’iter disciplinare secondo la normativa vigente. L’azienda intende precisare di essersi immediatamente attivata per fare chiarezza su quanto accaduto, in trasparenza e nel rigoroso rispetto della legge».

L’azienda ospedaliera dei Colli ribadisce «vicinanza e sostegno ai familiari del piccolo Domenico e ringrazia tutto il personale che ancorché profondamente ferito dalla vicenda ha continuato a lavorare con professionalità, dedizione e umanità. Esprime riconoscenza a pazienti e cittadini che hanno manifestato solidarietà e fiducia all’ospedale Monaldi».

Gli altri casi

Dopo il caso del piccolo Domenico, si indaga su altri due casi sospetti di trapianti al Monaldi di Napoli. Lo rivela il Tg1 spiegando che la procura di Napoli si sta concentrando anche su altre due vicende dopo la morte del bimbo di 2 anni, sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato il 23 dicembre.

Si tratta di due trapianti eseguiti al Monaldi precedentemente al caso di quello del piccolo Domenico Caliendo: uno risale al 2021 e l’altro in epoca precedente. Al momento, secondo quanto si apprende, non si tratta di vere e proprie indagini ma di approfondimenti investigativi disposti dalla VI sezione lavoro e colpe professionali (coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) legati alla vicenda del bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi.

Gli altri box

Al Monaldi erano disponibili a dicembre dell’anno scorso tre ‘Paragonix’, vale a dire i contenitori di ultima generazione per il trasposto e conservazione degli organi da trapianto, ma l’equipe che si è occupata del prelievo del cuore destinato a Domenico ha sostenuto di non esserne a conoscenza, emerge dalla relazione di 295 pagine inviata dalla Regione Campania al ministero della Salute nella quale è contenuta la documentazione fornita dai vertici dell’Azienda ospedaliera.

La relazione

«Fin dal 2023 l’Azienda dei Colli si è dotata di un sistema di trasporto organi conforme alla normativa vigente, identificato con il nome Paragonix. E’ emerso che invece l’equipe prelievo non abbia utilizzato questo dispositivo medico che invece è regolarmente usato in eventi simili in Azienda», si legge nei docuumenti firmati dal direttore generale Anna Iervolino e dal direttore sanitario Angela Annechiarico.

«La sala operatoria deputata alle attività trapiantologiche – si legge ancora – ha in dotazione almeno due dispositivi Paragonix, uno di utilizzo e un altro di riserva e che, a maggior tutela, nella farmacia c’è sempre almeno un ulteriore Paragonix a disposizione in caso di necessità».

Inoltre, «le verifiche condotte dall’Azienda hanno accertato che nel mese di dicembre erano disponibili in sala trapianti due dispositivi ed uno in farmacia». Quando il direttore sanitario chiede all’equipe che ha eseguito il trapianto di Domenico perché non abbia utilizzato il Paragonix, la risposta che arriva è «di non essere stata a conoscenza della disponibilità di tale dispositivo in azienda».


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