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Quello della pubblicità occulta è un terreno minato, e lo sa bene la Rai che – dopo le due multe ricevute dall’Agcom per i casi Ferragni e Travolta – si è blindata, vietandola espressamente, sia nel Regolamento del Festival di Sanremo sia negli accordi con artisti e case discografiche, in qualsiasi forma.

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Per questo nelle ultime ore sono scattate verifiche sulla vicenda del kit cosmetico lanciato dal noto brand Veralab (di proprietà di Estetista Cinica) che si chiama ‘Animali notturni’, come il brano in gara di Malika Ayane, che sarebbe legata contrattualmente al marchio, come dimostra un post Instagram di due giorni fa della stessa artista con l’hashtag #adv (pubblicità).

L’azienda – a quanto si apprende – era all’oscuro dell’abbinamento del titolo del brano di Malika Ayane al nome del prodotto commerciale lanciato dal marchio di skincare in occasione del Festival.

Dopo i casi dei selfie di Chiara Ferragni e delle scarpe di John Travolta, al centro di due multe da parte dell’Agcom per pubblicità occulta, rispettivamente a Instagram e a un noto marchio di sneakers, Upower, la Rai è particolarmente attenta a questo tipo di rischi: di qui lo stop a qualsiasi attività qualificabile come pubblicità occulta, contenuto nel Regolamento e negli accordi con le etichette.

Divieto che peraltro viene puntualmente ribadito a tutti i partecipanti – per iscritto – il sabato prima dell’inizio del Festival, avvisandoli del fatto che «non sono in alcun modo ammesse operazioni volte a sfruttare il palco per improprie operazioni promo-pubblicitarie».

Verifiche Rai: cosa rischia Malika Ayane

A questo punto – si apprende – l’azienda sta raccogliendo tutti gli elementi necessari per valutare la vicenda – segnalata da Selvaggia Lucarelli – e le relative responsabilità, e naturalmente se lo riterrà opportuno agirà a tutela dei propri diritti, come peraltro è già accaduto in passato, come per esempio per il caso Travolta-Upower, rispetto a cui è in corso la causa per il risarcimento del danno.

Il testo finale dell’accordo quadro con le case discografiche, in ogni caso, prevede che siano le etichette a fare da garanti qualora un artista in gara faccia pubblicità esplicita o occulta a un determinato brand attraverso la propria esibizione sul palco dell’Ariston o nei momenti precedenti o successivi.

Qualora le case discografiche riuscissero però a dimostrare che l’episodio di pubblicità occulta si è verificato loro malgrado, e quindi non si è trattato di un caso di co-marketing, allora la responsabilità è in capo all’artista.

Quanto invece alla citazione di marchi nei testi dei brani musicali – come nel caso di ‘Valentino’, presente nella canzone di Maria Antonietta & Colombre, La felicità e basta – si tratta di un’attività che rientra nella libera espressione artistica di ciascun autore.