Acosta vince in una gara in cui è successo di tutto

(Paolo Lorenzi) E’ successo di tutto e non sono mancate le polemiche dopo la prima combattutissima gara della Motogp. Ha vinto Acosta dopo un lungo ed entusiasmante duello con Mar Marquez (suo futuro compagno di squadra nel 2027), penalizzato nel finale per un sorpasso giudicato «irresponsabile» dagli stewards della gara. «Se vogliamo giocare con le bambole ce lo dicano», la piccata reazione a caldo di Davide Tardozzi, team manager della Ducati. Al netto delle decisioni «arbitrali», la gara ha regalato emozioni a ripetizione. Fin dal via quando il pilota della Ducati ha bruciato Bezzecchi che scattava dalla pole position, sorpasso a cui il pilota dell’Aprilia ha risposto subito infiammando un duello prevedibile fin dalle qualifiche. Il controsorpasso del campione spagnolo era altrettanto scontato, così come il risorpasso di un Bezzecchi indiavolato; peccato per l’errore commesso alla fine del primo giro, quando Marco è andato lungo sciupando la prima occasione di portare a casa un risultato importante. Marc, passato in testa, non è però riuscito a scrollarsi di dosso Acosta, ringalluzzito dalla possibilità di attaccare il connazionale finito nel suo mirino. Due sorpassi in staccata di Acosta, subito restituiti dal fenomeno catalano, hanno acceso un duello che s’è prolungato fino all’ultimo giro, e infuocato soprattutto il penultimo quando Pedro e Marc si sono affrontati senza i guantoni. Superare Marquez non è mai stato facile per nessuno, perché lo spagnolo non è mai tenero quando c’è da farsi valere («non ho ancora preso la grinta»); all’ultima curva ha affiancato con decisione Acosta all’interno, obbligandolo ad allargare la traiettoria. Manovra sanzionata (forse con eccessivo rigore dallo steward panel) che ha obbligato il campione del mondo a cedere una posizione. «Non mi sento davvero come un vincitore perché mi ha lasciato passare lui», il commento comunque sorridente di Acosta. Lui, Marc, non ha fatto polemiche e ha stretto sportivamente la mano all’avversario. «Noi possiamo solo adattarci al limite che mette la direzione gara – ha tagliato corto Marc -. Comunque avrei firmato a gennaio per nove punti alla prima sprint». Sapeva di dover lottare, probabilmente con Bezzecchi, il favorito al via. L’aveva messo in conto. Domenica si corre la lunga («sono più ottimista per la corsa di domenica») aveva detto venerdì; si preannuncia un altro bel confronto. Da cui per ora, sembra escluso Pecco Bagnaia, finito al nono posto, scattando dalla quinta fila. L’Aprilia si consola con il terzo posto di Raul Fernandez, il quarto di Ogura e il quinto di Martin, superato proprio nel finale dal giapponese di Aprilia Trackhouse.