di
Dimitri Canello

Nato a Cavarzere, nel Veneziano, aveva 86 anni. Indimenticabile il trionfo al Rally di Montecarlo: «Ci hai insegnato cosa significhi essere grandi»

Se i rally degli anni Settanta hanno avuto un volto, era il suo. Si è spento dopo una lunga malattia all’età di 86 anni Sandro Munari, il «Drago», l’uomo che portò le Lancia sul tetto del mondo trasformando ogni prova speciale in territorio di conquista. 

Le imprese

Nato a Cavarzere, nel Veneziano, nel marzo 1940, figlio di agricoltori, Munari si avvicina alle corse nei primi anni Sessanta: prima i kart, poi il ruolo di navigatore accanto ad Arnaldo Cavallari su Alfa Romeo Giulia TI Super del Jolly Club. L’impatto è immediato: vittoria al Rally di San Martino di Castrozza, successo in Portogallo e titolo italiano. Ma il Drago vuole il volante tra le mani. L’ingresso nella scuderia Jolly Club di Mario Angiolini e il legame con Lancia segnano la svolta. Con la Fulvia – prima Coupé, poi Zagato e infine HF – costruisce la propria leggenda. Nel 1969 conquista il Campionato Italiano Rally; nel 1972 firma l’impresa che lo consegna alla storia: il trionfo al Rally di Montecarlo insieme a Mario Mannucci, prima vittoria assoluta di un italiano nella gara più iconica del calendario. Poi arriva la Stratos, vettura rivoluzionaria nata per dominare i rally. Munari la porta subito al successo nel 1973 e inaugura una stagione irripetibile: sette vittorie nel Mondiale Rally e la Coppa FIA Piloti nel 1977, quando il titolo iridato costruttori era già realtà per Lancia. Non solo sterrati e ghiaccio: Munari brilla anche nelle gare endurance e di velocità. Secondo di classe alla 12 Ore di Sebring nel 1966 con Fulvia Zagato, vincitore della Targa Florio 1972 su Ferrari 312 PB in coppia con Arturo Merzario, protagonista al Mugello. 



















































Dopo l’era Lancia corre con la Fiat 131 Abarth, centrando piazzamenti di rilievo nel Mondiale fino ai primi anni Ottanta. Con il suo stile pulito e la capacità di leggere la gara come pochi, Sandro Munari ha definito un’epoca. Il Drago non è stato solo un campione: è stato il simbolo di un’Italia che correva per vincere.

Il cordoglio

Il Bassano Rally Racing lo ha ricordato così: «Oggi il mondo dei rally perde una leggenda: La Bassano Rally Racing si unisce con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Munari, mancato all’età di 86 anni. Per noi, il suo nome è legato in modo indissolubile al Rally Città di Bassano. Fu lui a soprannominare la prova speciale di Valstagna “l’università dei rally”: un’espressione che racchiude l’essenza tecnica, selettiva e formativa di una prova che negli anni è diventata mito. Quelle parole, pronunciate da chi di strade e di sfide se ne intendeva più di chiunque altro, rappresentano ancora oggi un’eredità preziosa e un motivo di orgoglio per il nostro territorio e per la nostra manifestazione. Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui la passione per i rally, giunga il nostro abbraccio più sincero. Ciao Sandro, grazie per averci insegnato cosa significa essere grandi. Il rombo dei motori continuerà a portare il tuo nome tra le nostre montagne». 

Il Lancia Fulvia Club ha salutato Munari con un commosso post sulle proprie pagine social: «Con grande tristezza diamo l’ultimo saluto al grande Sandro Munari, il Drago. Munari è stato Socio Onorario del Club.  Corri veloce, Sandro, Mario ti aspetta sulla Fulvia».


Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto

28 febbraio 2026 ( modifica il 28 febbraio 2026 | 13:35)