di
Paolo Fornasari
Da vent’anni il trentino Clemente Covi coordina il gruppo di parrucchieri (una cinquantina) presenti alla kermesse: «Sanremo è all’insegna dell’eleganza»
«Perché Sanremo è Sanremo». Il titolo di questa famosa sigla musicale di Pippo Caruso giustifica da sempre, e ancora di più con l’avvento dei social, il clamore che circonda l’evento musicale. Quando arriva il Festival, non si contano i commenti sulle canzoni in gara, ma sono forse ancora più numerosi quelli che riguardano i look dei protagonisti che affidano la loro immagine a stilisti di fama, truccatori e hair stylist. Questi ultimi sono guidati da una ventina d’anni dal trentino Clemente Covi che coordina il gruppo di parrucchieri, da sei anni una cinquantina, presenti alla kermesse.
Quali artisti si sono affidati a lei completamente e quali invece sono arrivati con richieste precise?
«Quasi tutti si sono affidati, nonostante abbiano uno stile proprio preciso. Penso ad esempio ad Arisa che porta i capelli corti, ma che ha accettato il suggerimento di allungarli un pochino. Cerchiamo comunque sempre di proporre qualcosa per esaltare il look di ognuno ed è proprio per questo che a Ditonellapiaga abbiamo cotonato i capelli».
Quali sono gli artisti più difficili?
«Patty Pravo è molto attenta alla sua immagine, ma è anche disponibile al confronto, come già avevo avuto modo di notare in passato. In generale direi che più sale l’età e più i personaggi diventano esigenti, mentre invece i giovani non hanno paura di sfigurare, anzi magari amano azzardare look particolari».
Quali cantanti ha rivisto più volentieri?
«Rivedo sempre volentieri Achille Lauro, perché è un personaggio importante, anche lui molto attento al look ed esigente considerato che ormai ha creato una sua immagine alla quale vuole restare fedele. Confesso però che più difficile è il personaggio, più è alta la soddisfazione una volta finito il lavoro».
Che tendenza di look ha prevalso?
«Sanremo 2026 è all’insegna dell’eleganza. Anche per quanto riguarda l’abbigliamento, semplicità e linearità erano la linea guida che abbiamo cercato anche noi di rispettare, per esempio con Serena Brancale, Levante e Arisa».
Com’è stato lavorare per Pausini e gli altri coconduttori che si sono alternati?
«E’ andato tutto molto bene: Laura è una donna semplice, simpatica e veloce, non dedica troppo tempo alla sua immagine e collabora di buon grado con i parrucchieri. Personalmente la vedo molto meglio come cantante che come presentatrice, ma riconosco che è stata spigliata anche in questo ruolo. In generale nessuno delle coconduttrici e dei colleghi si sono comportati da primadonna, per cui siamo riusciti ad accontentare tutti».
Sui social soprattutto si è parlato molto delle lamentele della Lamborghini sulle feste troppo rumorose: lei che frequenta il Festival da tanto, cosa ne pensa?
«I locali di sera cercano di fare un po’ di movimento ma non ho notato nulla di eccessivo rispetto al passato. Elettra ha un po’ esagerato perché è un personaggio e voleva richiamare l’attenzione su sé stessa».
Le spiace sia l’ultimo festival targato Conti?
«Da una parte sì, perché è bello lavorarci essendo lui un grande professionista, dall’altra meno perché credo che Sanremo abbia bisogno di qualcuno di nuovo. L’edizione di quest’anno mi è sembrata un po’ sotto tono e anche a Sanremo si è percepito meno entusiasmo. Forse le Olimpiadi appena concluse hanno portato le persone a raggiungere altre località».
Non posso non chiederle un ricordo di Pippo Baudo.
«Lui e Mike Bongiorno sono stati i più grandi. Ho lavorato per sei edizioni con Pippo ed era davvero un grandissimo professionista che lavorava 12/13 ore al giorno, anche se ha litigato con i direttori Rai. Fu Baudo a volere anche la direzione artistica e da quel momento il direttore artistico e presentatore sono state la stessa persona. Comunque, con me fu sempre molto disponibile: pignolo, voleva l’ultimo ritocco prima di uscire e i più bei Festival sono stati quelli con lui».
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28 febbraio 2026 ( modifica il 28 febbraio 2026 | 18:05)
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