Ufficialmente il principe ereditario saudita MBS affermava di appoggiare una soluzione diplomatica. In realtà diverse fonti ricostruiscono numerose telefonate private a Trump per sostenere la necessità dell’attacco all’Iran
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Cruciale per la decisione di Trump di attaccare l’Iran è stato il parere di Mohammed bin Salman: lo rivela il Washington Post, sulla base di quattro fonti anonime.
Il principe ereditario, che è già il leader de facto del Regno saudita, avrebbe fatto numerose telefonate private al presidente americano nell’ultimo mese dicendosi favorevole ad un attacco, anche se pubblicamente affermava di appoggiare una soluzione diplomatica con l’Iran. Nei giorni scorsi il principe, detto MBS (le sue iniziali), aveva anche affermato – dopo una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che non avrebbe permesso l’uso del territorio saudita per attaccare l’Iran.
Ma in realtà, dietro le quinte, nelle sue conversazioni con Trump e con altre figure del governo americano, il leader saudita avvertiva che l’Iran sarebbe uscito più forte e più pericoloso da un eventuale accordo, se gli Stati Uniti non avessero attaccato adesso, dopo aver schierato la forza militare più massiccia nella regione dai tempi dell’invasione dell’Iraq nel 2003.
Anche il fratello di MBS, il ministro della Difesa Khalid bin Salman, a gennaio aveva avuto una serie di incontri a porte chiuse con membri dell’amministrazione Trump a Washington, nei quali ha lanciato lo stesso avvertimento: non attaccare la Repubblica Islamica poteva avere delle conseguenze negative. Il doppio gioco di MBS, che pubblicamente si fingeva convinto sostenitore della diplomazia, è un riflesso del tentativo di evitare rappresaglie contro il suo Paese e in particolare sulle infrastrutture petrolifere da parte dell’Iran. Molti tuttavia ritenevano che Riad avrebbe preferito la stabilità di un Iran vulnerabile alla porta accanto, anziché l’incertezza post-regime.
La rivalità tra l’Arabia saudita, sunnita, e l’Iran sciita, d’altra parte, è antica quanto l’Islam e ha portato a guerre per procura nella regione e anche in passato alla rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. In seguito all’attacco congiunto israelo-americano contro l’Iran di venerdì’ notte, l’Arabia saudita è stata tra i bersagli della rappresaglia della Repubblica islamica e il governo di Riad ha pubblicato una dichiarazione furiosa che chiede alla comunità internazionale di prendere “tutte le misure necessarie” nei confronti di Teheran.
1 marzo 2026 ( modifica il 1 marzo 2026 | 09:45)
© RIPRODUZIONE RISERVATA