di
Angelo Drusiani

I titoli di Stato italiani offrono tra il 2 per cento delle scadenze più brevi e il 4% di quelle molto lontane: le strategie per costruire un portafoglio modulato

Da uno a 50 anni. Titoli di Stato cortissimi e lunghissimi, con tante scadenze intermedie che offrono la possibilità di cercare un rendimento sfruttando il registro del tempo. A differenziare la scelta di quale tipologia di strumento inserire in portafoglio, da un lato, gli impegni futuri di chi investe in questo strumento, e, dall’altro, soprattutto la ricerca di una fonte di entrate finanziarie interessanti. 
Come mostrano le tabelle e i grafici si va dal 2% a sei mesi a poco più del 4% del Btp cinquantennale, mettendo in chiara luce sia la durata degli investimenti, sia l’opportunità, eventualmente, di modificare la strategia iniziale, magari vendendo le scadenze che si ritiene non siano consone con la personale propensione al rischio o non sufficientemente remunerative.

Il catalogo

Sfogliando prezzi e redditività assicurata da investimenti con date di rimborso in parte ravvicinate, in parte anche di lungo periodo, si vedrà come il Tesoro italiano sia in grado di soddisfare molte tipologie di esigenze, offrendo agli investitori strumenti obbligazioni di elevata semplicità a cui si uniscono redditività interessanti a fronte di un grado di rischiosità contenuto. Per due ragioni: la durata dell’investimento che consente a tutti di scegliere il proprio orizzonte temporale e la facilità di cedere facilmente i titoli sul mercato. Perché non va mai dimenticato quanto interessino agli investitori internazionali i nostri Btp. Fiducia che è uscita rafforzata dalla graduale scalata del livello di affidabilità, il rating, che le emissioni governative made in Italy hanno iniziato a percorrere negli ultimi mesi dello scorso anno.



















































Bot e Btp, da uno a 50 anni: come guadagnare con i titoli di Stato (grazie alla durata): le strategie con le scadenze

DBRS Morningstar, ha assegnato ai nostri titoli di Stato il rating A, con prospettiva stabile, un indubbio segnale di maggiore fiducia nella resilienza economica e stabilità fiscale italiana. 
Con gradualità, anche le altre agenzie di rating hanno marginalmente incrementato la pagella del Paese. Un riconoscimento legato all’affidabilità dell’Italia, anche se la dimensione del nostro debito è sempre enorme. In questi ultimi mesi, poi, le difficoltà di Germania e Francia hanno «spostato» lo spread e i rendimenti su livelli impensabili qualche anno fa. A nostro vantaggio.

Le opzioni per investire sulla durata dei titoli

Ma come investire allora in questi mesi complicati di tempeste geopolitiche? Per prima cosa va definita la durata dell’investimento che si vorrebbe fare in quest’ambito e la redditività che ne deriva. I grafici a supporto del ragionamento riportano il rendimento al lordo dell’imposta del 12,50%.
Si è premesso che acquistare e vendere questa tipologia di emissioni governative è molto semplice e immediato, anche accedendo direttamente a Borsa Italiana o utilizzando gli intermediari classici, banche e aziende che operano in campo finanziario. Altrettanto semplice è l’operazione di segno contrario, laddove si presentasse l’occasione di discreti guadagni, le plusvalenze, o la necessità di trasferire ad altri investimenti i capitali già destinati ai titoli di Stato. L’acquisto di un appartamento, ad esempio, rappresenta, spesso, la motivazione a supporto della vendita di Bot, Btp e strumenti similari.

L’opzione del Cct: ecco quando conviene

Di fronte agli scenari geopolitici molto complessi e ansiogeni che vengono rappresentati in questi giorni, non è poi da escludere l’idea di tenere in portafoglio anche una quota di Cct, i certificati di credito del Tesoro a tasso variabile, adatti soprattutto a cautelare gli investitori in fasi di rendimenti e tassi d’interesse e di inflazione in rialzo.
Ora i Cct vengono meno utilizzati, ancorché il loro apporto alla complessiva redditività degli investitori non sia da sottovalutare. Una quota parte, ancorché modesta, di questo strumento in portafoglio, in ogni caso, non andrebbe mai sottovalutata. Perché, come l’attuale fase internazionale della politica insegna, di certezze sul futuro se ne hanno ben poche.

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1 marzo 2026 ( modifica il 1 marzo 2026 | 10:58)