di
Timothy Ormezzano

I granata erano reduci dalle sconfitte con Bologna e Genoa, ma il nuovo allenatore parte con il piede giusto. Il messaggio di Cairo: «Sono contento»

Il Toro reagisce alla crisi dominando (2-0) la Lazio. In copertina ci va il nuovo tecnico Roberto D’Aversa, capace di rivitalizzare in pochi giorni i suoi giocatori. Su tutti Simeone e Zapata, tornati al gol rispettivamente dopo due e tre mesi. Il presidente Cairo sorride e manda un messaggio telegrafico: «Sono contento». Umore diametralmente opposto per i biancocelesti, senza gol da 313 minuti (tutti i centravanti all’asciutto nel 2026). La testa è già alla semifinale d’andata di Coppa Italia di mercoledì contro l’Atalanta, quando i biancocelesti proveranno a salvare una stagione sin qui anonima.

D’Aversa ritocca l’assetto (dal 3-5-2 di Baroni al 3-4-2-1) ma soprattutto trasforma l’atteggiamento dei granata. Alla fine sorride, ma con giudizio: «I ragazzi mi hanno riempito di orgoglio, però non abbiamo fatto ancora nulla. Il cambio in panchina responsabilizza sempre la squadra. E il confronto con i tifosi ci è servito: vogliamo farli tornare allo stadio». Il vantaggio al 21’: Zapata sposta due volte la palla e calcia su Romagnoli, dopo il rimpallo Simeone è rapido a sorprendere Pellegrini e Provedel. Esultanza sanremese per il Cholito con citazione di Sal Da Vinci e la sua canzone «Per sempre sì» con dedica alla moglie Giulia Coppini: «Le avevo detto: se segno, faccio il gesto di Sal». Et voilà. L’Aquila è la preda preferita di Simeone (11° gol), che sfiora pure il bis impegnando Provedel dal limite: «La Lazio è nella storia della mia famiglia — dice pensando a suo papà Diego —: amo segnare contro le grandi squadre». Gli ospiti accusano il colpo e non vanno oltre una combinazione tra Zaccagni e Belahyane salvata da Coco.



















































Il raddoppio al 53’, dopo un’azione avvolgente granata conclusa dall’assist di Obrador per l’incornata imperiosa di Zapata. Il Toro carica a testa bassa, cercando di chiudere la gara prima di entrare in modalità gestione. I biancocelesti si svegliano tardi, inutili i tentativi di Noslin, Cataldi, Dele-Bashiru e Marusic. Nel finale l’ultima fiammata dell’inesauribile Vlasic. Alla Lazio tira la stessa aria che due anni fa portò alle dimissioni di Sarri: «Ho visto una squadra triste: le giustificazioni non contano, servono motivazioni — taglia corto il tecnico —. Abbiamo avuto meno energie mentali del Toro. E in Coppa Italia ci attende una doppia sfida difficilissima».

1 marzo 2026 ( modifica il 1 marzo 2026 | 22:07)