di
Adriano Agatti
La 48enne è accusata di tentato omicidio per aver investito volontariamente tre ciclisti a Vigevano. Una donna sola, introversa, che da tre anni abitava in un piccolo appartamento nella frazione Pizzarosto di Palestro
Maddalena Lisa Rubeo, la 48enne accusata di tentato omicidio per aver investito volontariamente tre ciclisti a Vigevano, era quasi un fantasma nella piccola frazione che si trova sulla sponda opposta del fiume Sesia rispetto al centro abitato principale. È una piccola enclave in Piemonte che si trova ancora nel territorio della provincia di Pavia. Si tratta di un posto ideale per rendersi invisibile e per cercare una nuova vita rispetto ad un passato che in paese nessuno conosce.
«La vedevamo al volante della sua auto – spiegano alcuni residenti – ma quella donna bionda non dava confidenza particolare. Solo qualche parola scambiata occasionalmente, nient’altro. Ma nelle poche volte che la incontravamo vicino a casa era sempre gentile e in paese non aveva mai litigato». Lisa Maddalena Rubeo è originaria di Ivrea, si era trasferita in Lomellina circa tre anni fa quando aveva iniziato una vita decisamente riservata. Anche negli uffici comunali di Palestro, in questi tre anni, non ha lasciato un grande ricordo, era solo un nome e una fotografia. Per il momento è difficile chiarire i motivi che hanno portato la quarantottenne ad investire tre ciclisti che non conosceva nel giro di una decina di minuti. «La gente mi prendeva in giro e non ce la facevo proprio più a sostenere questa situazione», le sue prime parole al commissario di polizia Andrea Lenoci che nella tarda serata di venerdì la stava arrestando negli uffici della squadra mobile di Pavia dopo che lei si era costituita.
Dopo l’investimento di viale Petrarca la donna era fuggita in direzione di Pavia. È arrivata nel parcheggio accanto all’ingresso della Questura. Mentre stava parcheggiando il suv bianco è stata vista dagli agenti di una pattuglia della squadra volante che nel frattempo avevano ricevuto l’informativa di ricerca della vettura pirata. I poliziotti l’hanno invitata a scendere e lei ha subito spiegato che era arrivata li per costituirsi.
Intanto le condizioni del barista vigevanese quarantanovenne, investito in viale Petrarca, sono sempre gravissime. Resta ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Matteo di Pavia in prognosi riservata. Ha riportato lesioni soprattutto al torace e all’addome e i prossimi giorni saranno decisivi. Oggi la donna sarà interrogata dai magistrati della Procura alla presenza del suo legale di fiducia, Stefano Pedalà. È probabile che in questa occasione la donna fornisca qualche particolare in più sulle motivazioni che l’hanno portata ad investire il ciclista vigevanese. Il giudice potrebbe anche disporre una perizia psichiatrica.
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2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 08:13)
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