Che cos’è il Pigc, il gene difettoso di cui soffre Miriam, ma bambina di Rivoli costretta a un isolamento perpetuo?

Innanzitutto cominciamo con il dire che la sua malattia è talmente rara da non avere un nome. Pigc, infatti, è il nome del gene coinvolto. Solo altri tre casi sono stati registrati dalla letteratura scientifica, Miriam è il quarto e il più grave. Questa malattia “disturba” un meccanismo alla base delle nostre cellule, in particolare il modo in cui alcune proteine vengono agganciate alla loro superficie tramite una specie di “ancora” di grasso chiamata Gpi.

Il “gancio” difettoso

Il difetto riguarda proprio quel piccolo “gancio”. Immagina la cellula come una casa con molte antenne sul tetto: queste antenne sono proteine che servono per comunicare e difendersi. In più di 150 casi, queste proteine non sono infilate direttamente nel tetto, ma appese tramite un piccolo gancio di grasso e zuccheri, l’ancora Gpi. Il gene Pigc serve proprio a costruire uno dei primi pezzi di questo gancio.

Quindi:

  • Gpi (glycosylphosphatidylinositol) è l’ancora di lipidi e zuccheri che serve per attaccare alcune proteine alla superficie della cellula.
  • Pigc è una delle subunità dell’enzima che fa il primissimo passo della fabbricazione del Gpi: trasferisce una molecola di zucchero (N-acetilglucosammina) su un lipide (fosfatidilinositolo)

Se il gene Pigc non funziona bene, il gancio viene costruito male o in quantità ridotta. Risultato: molte “antenne” non arrivano in modo corretto sulla superficie della cellula, soprattutto nelle cellule del cervello.

Cosa succede nel corpo

Quando l’ancora Gpi è difettosa si parla di “difetti di biosintesi del Gpi”, o inherited Gpi deficiency. Pigc rientra in questo gruppo con il nome tecnico di Gpibd16. Nei pochi pazienti descritti con mutazioni di Pigc si osservano soprattutto:

  • sviluppo molto rallentato (sedersi, camminare, parlare molto più tardi o per nulla)
  • disabilità intellettiva grave
  • crisi epilettiche che iniziano presto nella vita
  • in alcuni casi problemi d’organo, come ingrossamento di fegato o altri organi interni, oppure complicanze cardiopolmonari

Le cellule nervose, che usano molte proteine “ancorate Gpi, sono tra le più colpite.

Come si scopre se uno ha questa malattia

La malattia compare quando entrambe le copie del gene Pigc sono difettose. Ogni persona ha due copie del gene Pigc, una dalla madre e una dal padre. La malattia compare quando entrambe le copie del gene sono difettose. L’ereditarietà è autosomica recessiva: vuol dire che i genitori sono di solito portatori sani di una sola copia alterata. I casi descritti nel mondo sono pochissimi, segno di una rarità estrema. Per arrivare alla diagnosi servono analisi genetiche avanzate, come esoma o genoma, e talvolta test di laboratorio che misurano quante proteine “ancorate Gpi” sono presenti sulla superficie delle cellule del sangue.

Cure oggi disponibili e limiti della ricerca

Al momento non esiste una terapia che ripari il difetto del gene Pigc o dell’ancora Gpi. La presa in carico è sintomatica e multidisciplinare: farmaci per le crisi epilettiche; fisioterapia e logopedia; supporto neuropsichiatrico; monitoraggio degli organi eventualmente coinvolti. La ricerca sulle malattie della glicosilazione e sui difetti Gpi è attiva, ma per Pigc siamo ancora in una fase sperimentale.