di
Stefano Montefiori

Il presidente francese ha annunciato una modifica della politica di deterrenza nucleare francese: oltre all’aumento delle testate, ha anche annunciato che aerei francesi armati di bombe atomiche potranno stazionare in Paesi europei disposti a collaborare

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Davanti al sottomarino nucleare «Il temerario», nella base navale dell’Ile Longue in Bretagna, il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato come la deterrenza nucleare francese possa contribuire a rafforzare la sicurezza in Europa, di fronte alla crescente «brutalizzazione» del mondo e a un alleato americano dai comportamenti sempre meno prevedibili

Da un lato, Macron ha annunciato un aumento delle testate nucleari, che passeranno dalle attuali 290 a un numero imprecisato, «non comunicheremo più sulla loro dimensione», ha precisato. Dall’altro, il presidente francese ha parlato di una nuova «deterrenza avanzata», con gli aerei francesi dotati di armi nucleari che potranno essere dispiegati nei Paesi europei decisi a collaborare, per aumentare i «dilemmi strategici» degli avversari. Macron ha poi insistito sulla necessità di un «sostegno convenzionale» dell’Europa all’arsenale nucleare francese, la cui responsabilità resta peraltro totalmente nelle mani del presidente della Repubblica.



















































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«La deterrenza deve rimanere un valore intangibile della Francia», ha dichiarato Emmanuel Macron all’inizio del suo discorso, prima di aggiungere: «In qualità di Presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale diretto, ne sono il garante e sono venuto qui per ribadire con la massima forza l’impegno della nazione, e il mio impegno nel perseguire questa missione fondamentale».

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Il capo dello Stato ritiene che la Francia debba «rafforzare la propria deterrenza nucleare di fronte alla combinazione di minacce». «E dobbiamo pensare alla nostra strategia di deterrenza nel profondo del continente europeo, nel pieno rispetto della nostra sovranità. Con la progressiva attuazione di quella che definirei una deterrenza avanzata. Stiamo vivendo un periodo di rottura geopolitica pieno di rischi», ha continuato Emmanuel Macron.

«In questo mondo pericoloso e instabile, per essere liberi bisogna essere temuti. Qual è il prezzo del massiccio sostegno della Corea del Nord alla guerra di aggressione della Russia in Ucraina? Quali sono le ramificazioni del trattato di alleanza tra i due paesi? Che dire dell’estrema dipendenza in cui la Russia si è posta nei confronti della Cina? Di tutto questo dobbiamo tenere conto», Macron ha anche annunciato la costruzione di una terza generazione di sottomarini nucleari, con l’«Invincibile» che navigherà nel 2036. 

«L’indipendenza non può significherà la solitudine», ha detto Macron, passando a parlare della dimensione europea della deterrenza nucleare. «I presidenti successivi hanno sempre evocato la dimensione europea degli interessi vitali della Francia, nel 2020 ho reiterato l’offerta, proponendo anche esercitazioni comuni. Sei anni dopo siamo in un altro universo strategico. I nostri partner sono pronti. Nel luglio scorso abbiamo rinsaldato i legami con il Regno Unito. E un primo gruppo di alleati, a cominciare dalla Germania, hanno risposto favorevolmente alla nostra proposta di deterrenza avanzata».

«Il nostro Paese possiede quest’arma straordinaria che è l’arma nucleare e ne fa il fondamento della propria sicurezza». 

La strategia di «deterrenza avanzata» sarà oggetto di cooperazione con otto paesi europei: Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Questi paesi potranno in particolare ospitare le «forze aeree strategiche» dell’aeronautica militare francese, che potranno così «diffondersi in profondità nel continente europeo» per «complicare i calcoli dei nostri avversari».

La «deterrenza avanzata» potrà anche comportare «la partecipazione convenzionale delle forze alleate alle nostre attività nucleari», come le esercitazioni militari a cui gli inglesi hanno già partecipato di recente.
Germania, Regno Unito e Francia «lavoreranno insieme a progetti di missili a lunghissimo raggio» per avere nuove opzioni per gestire «in modo convenzionale la deterrenza».

2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 17:31)