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Redazione Online
Il funzionario Usa: «Questo non è l’Iraq, non è una guerra infinita. Truppe Usa sul campo? Ci spingeremo fino a dove necessario»
«Non abbiamo iniziato questa guerra, ma sotto la presidenza Trump la stiamo finendo». Il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, parla in modo chiaro in conferenza stampa. E prova a spiegare il senso dell’azione Usa in Iran. L’operazione con cui gli Stati Uniti hanno colpito sabato l’Iran è stata «la più letale, complessa e precisa operazione aerea nella storia», dice.
«Non abbiamo iniziato la guerra contro l’Iran ma sotto Donald Trump la finiremo», ribadisce, cercando di far intendere che quanto successo fosse un passo obbligato. «L’operazione dello scorso giugno ha eliminato le loro strutture nucleari ma l’Iran ha ripreso il suo programma. Trump non accetta questi giochetti», ha aggiunto il segretario alla Difesa.
E nessun riferimento ai negoziati che erano in corso o ai tempi, accelerati, a quanto si sa, dal fatto che l’intelligence Usa ha individuato il momento di vulnerabilità di Kahamenei, presente a una riunione con i suoi comandanti, per colpirlo e ucciderlo. «Questo non è l’Iraq, non è una guerra infinita. Questa è l’opposto, questa operazione è una missione devastante per annichilire la minaccia nucleare dell’Iran», ha aggiunto Hegseth.
«Il precedente regime aveva tutte le possibilità di raggiungere un accordo pacifico e sensato. Ma Teheran non stava negoziando. Stava temporeggiando, prendendo tempo per rimpinguare i suoi arsenali missilistici e rilanciare le sue ambizioni nucleari, con l’obiettivo di tenerci in ostaggio, minacciando di colpire le nostre forze armate. Il presidente Trump non sta a questi giochi», ha detto.
«Il 47esimo presidente, un combattente che ha sempre messo l’America al primo posto, ha finalmente tracciato la linea dopo 47 anni di belligeranza iraniana, ricordando al mondo, come ha fatto più e più volte, che essere americani significa qualcosa di indistruttibile. Se uccidete americani, se minacciate americani in qualsiasi parte del mondo, vi daremo la caccia senza scuse e senza esitazione, e vi uccideremo».
«L’Iran stava costruendo missili e droni potenti per creare uno scudo convenzionale alle loro ambizioni di ricatto nucleare».
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«Chi uccide o minaccia americani «sarà braccato senza scuse e senza esitazione». «Ci auguriamo che il popolo iraniano approfitti di questa incredibile opportunità». Gli Stati Uniti «hanno stabilito i termini di questa guerra, dall’inizio alla fine», ha aggiunto. Oltre all’auspicio per il popolo iraniano, Hegseth ha esortato anche le forze di sicurezza di Teheran a «scegliere saggiamente». L’appello rivolto dal capo del Pentagono è: «Lottiamo per vincere e non sprechiamo tempo, né vite», sottolinea.
«Concluderemo tutto questo solo alle condizioni dell’America First scelte dal presidente Trump, e non quelle di nessun altro, come è giusto che sia». «Non si tratta di una guerra per il cambiamento del regime, ma il regime dovrebbe cambiare. La leadership iraniana con arroganza ha rifiutato un accordo», ha aggiunto. «Speriamo che il popolo iraniano approfitti di questa occasione incredibile. Trump è stato chiaro: “ora è il vostro momento”. All’esercito iraniano ha mandato a dire “state attenti al vostro destino”».
Gli Stati Uniti non prevedono al momento il dispiego di forze militari sul territorio iraniano, ma non escludono possibili sviluppi futuri dell’operazione, ha aggiunto e sulla presenza di soldati statunitensi in Iran, ha risposto: «No, ma non entreremo nel dettaglio di ciò che faremo o non faremo. Ci spingeremo fino a dove sarà necessario arrivare».
2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 17:06)
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