di
Michele Tossani
La corsa Champions entra nel vivo con cinque squadre in otto punti: Napoli favorito per uno dei due posti con i ritorni di Lukaku e De Bruyne, Roma in crescita, Como con identità tattica solida, Juventus e Atalanta a inseguire
Con l’Inter lanciata in testa alla classifica e il Milan che, in un modo o nell’altro, è l’unica che sembra essere in grado di stare dietro al passo dei nerazzurri (pur a dieci punti di distanza, in attesa del derby di domenica prossima) si accende la corsa per gli altri due posti che qualificheranno alla prossima edizione della Champions League.
Dai 53 del Napoli ai 45 dell’Atalanta, nello spazio di otto punti sono racchiuse cinque formazioni, tutte in corsa per i due piazzamenti in questione.
Ma come stanno queste squadre a questo punto della stagione, cioè a undici giornate dal termine? Leggermente favorito sulle altre pare essere il Napoli e non solo per le cinque lunghezze di vantaggio sul quinto posto. Nonostante la sconfitta subita nello scontro diretto con l’Atalanta i partenopei nelle ultime cinque partite di campionato hanno centrato tre vittorie (contro Fiorentina, Genoa e Verona), pareggiando con la Roma.
La situazione in casa Napoli
A vantaggio dei campioni d’Italia in carica c’è il fatto che alcuni degli infortunati eccellenti sono recuperati o in via di recupero. In questo senso basta citare il gol Romelu Lukaku che ha deciso in pieno recupero l’ultima uscita a Verona.
Il belga garantisce ad Antonio Conte una soluzione in più in un modello di calcio che ha potuto comunque contare fino a oggi su un’alternativa di lusso come quella rappresentata da Rasmus Hojlund. Il danese ha infatti sostituito al meglio Lukaku, come dimostrano le 9 reti messe a segno in campionato. Soprattutto l’ex Manchester United, grazie al lavoro svolto da Conte, si è trasformato da centravanti prettamente verticale in uomo sponda, riuscendo cioè a svolgere bene le funzioni che il tecnico azzurro affidava a Lukaku.
Sotto il riferimento centrale Conte ora ha trovato due elementi più adatti a giocare internamente da trequartisti nel 3-4-2-1 proposto dalla sua squadra. Ci riferiamo a Vergara e a Giovane, ai quali va aggiunto anche Alisson Santos.
Rispetto a Noa Lang (ceduto a gennaio) e a Neres i tre di cui sopra offrono una maggior affidabilità come trequartisti in un sistema strutturato come quello napoletano. A ciò si aggiunga anche la migliore efficienza fisica (ricordiamo la battuta di Conte su Neres che ‹‹manca dal 1921››).
Detto questo, il Napoli potrà avvantaggiarsi del recupero di altri calciatori importanti come Anguissa e De Bruyne. In attesa di riavere a disposizione McTominay, (col Torino potrebbe saltare la quinta gara consecutiva) il rientro di Anguissa darebbe consistenza alla mediana napoletana. Riguardo De Bruyne sarà invece interessante capire se e come Conte andrà a utilizzarlo. Se, cioè, lo proporrà come uno dei due numeri 10 o se, di contro, vorrà abbassarlo per rendere più fluida la costruzione o se, addirittura, prenderà in considerazione un altro cambio di sistema per accomodare l’ex Manchester City.
Come sta la Roma di Gasperini
Dietro al Napoli troviamo la Roma, che ha perso una grande occasione per staccare le dirette concorrenti dopo essersi fatta rimontare due gol nella parte finale della gara con la Juventus. Al netto delle difficoltà che evidenzia negli scontri diretti la marcia della squadra di Gasperini può giovarsi di una brillante condizione fisica e di un gruppo in costante progresso sul piano tecnico e tattico. Contro la Juve si è vista ad esempio l’evoluzione avuta da Pisilli, autore di una buona partita impiegato da secondo mediano al fianco di Koné. Questo posizionamento dell’italiano ha permesso a Gasperini di collocare più avanti Cristante. Anche se non è certo stato autore di una prova da ricordare, l’ex atalantino in quella zona offre un apporto importante al pressing alto della squadra e si trova nella condizione di poter agire da incursore, assecondando così quelle che sono le sue caratteristiche tecniche.
In più, in avanti la Roma ha trovato in Malen il centravanti ideale. L’olandese infatti è abilissimo ad attaccare la profondità, allungando le difese avversarie e, grazie ad una postura del corpo sempre corretta e ad una velocità di esecuzione notevole, è spesso in grado di anticipare il difensore diretto e battere a rete. Dalla loro i capitolini hanno anche la grande capacità nel recuperare palloni in avanti, anche se non sempre riescono poi a trasformarli in transizioni concluse con un tiro. In base ai dati Opta infatti la Roma è, alla pari dell’Inter, la seconda squadra della serie A per turnover alti (cioè possessi che iniziano a 40 metri o meno dalla porta avversaria) con 209.
In casa Como
Alle spalle dei giallorossi c’è il Como. La squadra di Cesc Fabregas ha un’identità tattica importante: come i migliori team contemporanei, i lariani sanno infatti fare un po’ tutto. Il che significa che sono in grado di attaccare posizionalmente le squadre che difendono gli spazi così come di superare con il dribbling e gli uno-due le formazioni che scelgono di affrontare i lombardi uomo su uomo.
Allo stesso modo il Como sa attaccare i blocchi bassi, manipolandoli col possesso e, allo stesso modo, sono in grado di superare chi li vuole prendere forte in avanti. In più, grazie al lavoro di Marco Cassetti, assistente di Fabregas, la squadra ha a disposizione una varietà di soluzioni efficaci spendibili sui calci piazzati.
Spalletti e la Juventus, la forza dell’identità
La Juventus di Spalletti, a un punto di distanza dal Como, è uscita dall’Olimpico con la consapevolezza che ottenere la qualificazione alla prossima Champions richiederà impegno, ma che ci sono tutte le possibilità per raggiungere l’obiettivo grazie anche ad una identità ben definita: i bianconeri attaccano occupando stabilmente le corsie laterali con due uomini e ruotando gli altri per riempire i canali centrali.
Contro la Roma il tecnico bianconero ha ancora una volta inciso positivamente sull’andamento della gara con i cambi. Togliendo David per inserire Boga a sinistra in un attacco completato da Yildiz falso nueve e Zhegrova a destra con McKennie da trequartista Spalletti ha di fatto reso più efficace la manovra della sua squadra, potendosi giovare della buona giornata dell’esterno kosovaro e della capacità dell’americano nell’andare a riempire l’area avversaria.
Proprio McKennie, nel primo tempo sdoppiatosi fra il ruolo di quinto aggiunto e quello di mezzala, è in questo momento l’arma in più a disposizione della Juve, grazie ad una versatilità che gli consente di poter svolgere più funzioni all’interno della stessa partita.
Rispetto a David inoltre Yildiz centravanti rende la Juve più pericolosa per le difese avversarie, date le qualità del turco in sede di finalizzazione.
Atalanta, anche la Dea in piena corsa
Infine l’Atalanta. Nonostante il passo falso di Sassuolo (sconfitta in superiorità numerica per l’espulsione di Pinamonti) i bergamaschi sono rinati sotto le cure di Palladino. Basti pensare che, da quando è arrivato l’ex Fiorentina, l’Atalanta ha messo insieme 32 punti in sedici giornate di campionato. Soltanto Inter e Milan hanno fatto meglio degli orobici.
Palladino ha lavorato per ridare alla Dea un’identità tattica più vicina a quella di Gasperini, dopo l’interregno di Ivan Juric. Il calendario dà ancora ampie possibilità ai bergamaschi che dovranno affrontare, oltre all’Inter, gli scontri diretti con Juventus, Roma e Milan. Anche per loro dunque la corsa è apertissima.
2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 18:12)
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