Bologna, 2 marzo 2026 – Sembra una macchinetta per le foto-tessere, in realtà è una struttura tecnologica avanzata che consente di ottenere, in pochi minuti e con il supporto di professionisti sanitari, una valutazione completa e personalizzata del proprio stato di salute.

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Cos’è la capsula della salute

Si chiama ‘Salute in Sintesi’, il nuovo progetto da Ausl e Comune di Bologna che resterà attivo fino a fine anno al Dumbo: è di fatto un check-up gratuito e immediato a cui seguirà anche consigli per percorsi personalizzati di attività motoria, nutrizione, supporto psicofisico e stili di vita sani. Ma nei prossimi mesi sarà infatti itinerante e verrà attivata in altri punti del territorio per raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini.

Cuore del progetto è la Health Pod, ossia la Capsula della Salute, attiva fino a dicembre 2026 negli spazi di DumBO, in via Casarini 19: una struttura tecnologica avanzata che consente di ottenere, in pochi minuti e con il supporto di professionisti sanitari, una valutazione completa e personalizzata del proprio stato di salute.

Chi può usufruire dei servizi della capsula

L’iniziativa è rivolta a tutti i cittadini maggiorenni, con priorità ai residenti nell’area interessata dei quartieri Porto Saragozza e Navile di Bologna (fino a fine anno, poi si sposterà in altre zone della città). È possibile accedere alla capsula dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, ma prima è necessario prenotare un appuntamento. Maggiori informazioni alla pagina del progetto ‘Salute in sintesi’.

Quali parametri rileva la capsula

Il cittadino viene accolto da personale sanitario formato e accompagnato all’interno della Capsula. Attraverso sensori integrati e dispositivi digitali di ultima generazione, vengono rilevati in modo rapido e non invasivo i principali parametri fisiologici:

  • pressione arteriosa
  • frequenza cardiaca
  • temperatura corporea
  • saturazione dell’ossigeno
  • livello di invecchiamento biologico
  • stato di forma fisica.

I questionari sullo stile di vita

Ma non basta: accanto ai dati clinici, la Capsula valuta anche lo stile di vita grazie a questionari digitali intuitivi che indagano: livello di stress e stress percepito, benessere psicofisico, qualità del sonno, attività fisica svolta e abitudini quotidiane.

Com’è il risultato finale

Al termine del percorso, della durata di pochi minuti, ogni partecipante riceve un documento di sintesi personalizzato: una fotografia chiara e immediata del proprio stato di salute complessivo, utile per orientarsi in modo consapevole verso azioni concrete di miglioramento.

Per esempio:

  • Programmi di attività motoria adattata, calibrati sulle condizioni individuali
  • Colloqui nutrizionali personalizzati per migliorare le abitudini alimentari
  • Percorsi per smettere di fumare, con supporto specialistico
  • Iniziative dedicate al benessere psicofisico e alla gestione dello stress
  • Interventi di riabilitazione del pavimento pelvico
  • Proposte per rafforzare stili di vita sani nella quotidianità

La prevenzione per un futuro in salute

La capsula, dal costo di 60mila euro, frutto di fondi ministeriali per la prevenzione, come ha sottolineato Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Ausl di Bologna, ha come scopo “la promozione e il potenziamento della salute della cittadinanza. In pochi minuti offre un inquadramento personale per poi dare consigli o inserire la persona in un percorso di benessere e miglioramento, come un’attività fisica adattata al soggetto o indicazioni nutrizionali, anche grazie alla collaborazione con le associazioni e il Comune. Promuovere la salute significa far entrare nella cultura di ciascuno di noi l’attenzione a corretti stili di vita”.

“Non si tratta di una diagnosi – chiarisce Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Salute pubblica dell’Azienda Usl di Bologna –: fa una valutazione di quello che è il livello della nostra salute, quindi indica le modalità per mantenere o migliorare il nostro stato di salute. E’ orientato soprattutto a una popolazione attiva, ai giovani, perché sappiamo che la nostra è una comunità che invecchia quindi bisogna creare le condizioni affinché ci sia un invecchiamento sano e attivo”. 

I numeri dell’invecchiamento

Pandolfi sottolinea che “nel 2042 avremo più del 36 per cento, rispetto a oggi, di persone che hanno un’età superiore ai 75 anni e dobbiamo fare in modo che si arrivi a quell’età in buona salute. Con questo strumento ci avviciniamo fisicamente alle persone che possono fare una prima valutazione. Non ci sono ticket perché la prevenzione è un grande investimento per la comunità”.