Marzo e lo sblocco alta pressione.
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo vivendo un periodo di alta pressione, l’ennesimo che si forma durante la stagione invernale. Va detto che le alte pressioni non ci hanno mollato per tutto l’inverno sulla parte centrale e settentrionale del continente europeo.
Sì, ci sono state nevicate in alcune aree e brevi periodi di maltempo che hanno toccato anche il Nord Italia, specialmente nel mese di Febbraio. Ma Gennaio, mese tradizionalmente freddo, ha avuto una vera fase di meteo invernale soprattutto, o quasi esclusivamente, sulle regioni settentrionali, con temperature scese su valori piuttosto bassi, comunque rientranti nella media degli estremi meteo che si possono verificare durante una stagione invernale.
Dopodiché le temperature sono gradualmente aumentate, mentre i modelli matematici hanno continuato a prospettare possibili irruzioni di aria fredda provenienti dal nord-est europeo e dalla Scandinavia, dove si rincorrevano ondate di freddo tali da gelare il Mar Baltico e, più a sud, il mare attorno a Polonia e Germania orientale.
Ora ci troviamo ancora in una situazione un po’ in bilico. C’è questa alta pressione che fatica a cedere; nei prossimi giorni si intravede dell’instabilità atmosferica diretta verso l’Italia, probabilmente nel corso della settimana, ma al momento sembra più indirizzata a investire la Spagna e forse a sfiorare Sardegna e Sicilia. Nel resto d’Italia, per tutta la settimana, non dovrebbero transitare perturbazioni e continuerà a dominare l’alta pressione.
Un’alta pressione europea con matrice nel Nord Africa, caratterizzata da pressioni atmosferiche elevatissime in quota, che stanno determinando uno schiacciamento dell’aria nei bassi strati e un fortissimo aumento delle temperature rispetto ai valori medi. In molti Paesi, soprattutto dell’Europa centrale, nel mese di Febbraio si sono toccati record di caldo mensile.
Tutto questo mentre poche settimane prima, per fare un esempio, in Germania si registravano giornate di ghiaccio a catena, come non accadeva da parecchio tempo. C’è stato un vero e proprio sconquasso, non visto da alcun modello matematico, nemmeno a lungo termine.
Vorrei ricordare che in un mio articolo feci cenno a un possibile cambio di tendenza proprio mentre venivano previste masse d’aria fredda dilagare sull’Europa e forse influenzare anche l’Italia. Parlai di un blocco di quella corrente, chiamata fiume atmosferico, che dai Caraibi si portava verso la Penisola Iberica e poi sull’Italia centro-meridionale, provocando precipitazioni eccezionali e alluvioni tra Spagna, Portogallo e Marocco.
Quel cambiamento, che avrebbe dovuto limitarsi a bloccare il flusso proveniente dai Caraibi, si è invece rivelato qualcosa di ben diverso. Appariva all’inizio come un bocciolo, un modesto mutamento che avrebbe spostato più a nord il flusso di aria umida, portando maltempo verso le Isole Britanniche. Nulla di tutto questo è successo. È accaduto ben altro: l’alta pressione è esplosa a dismisura, i modelli matematici ne hanno intercettato la crescita gigantesca in pochissimo tempo e questo anticiclone potentissimo si è espanso addirittura fino alla Scandinavia.
Così tutta l’Europa occidentale e gran parte della Scandinavia hanno visto le temperature salire enormemente, e il mese di Febbraio ha cambiato totalmente volto. Eppure c’erano indici climatici favorevoli a condizioni capaci di portare ondate di freddo verso l’Europa, addirittura con irruzioni provenienti dalla Russia. Ma questo, alla fine, non è capitato.
L’Europa centrale e occidentale sono state inglobate gradualmente da questo anticiclone, che vuole persistere ancora. Anche le previsioni per Marzo stanno cominciando a cambiare, soprattutto osservando i modelli matematici tradizionali.
Per coloro che domandano come mai una previsione cambi, vorrei ricordare che le previsioni sono sempre tali, non certezze. In meteorologia previsionale le certezze non esistono. Viviamo un’epoca di Riscaldamento Globale, e non dobbiamo dimenticarlo. Questo amplifica il cosiddetto meteo estremo. C’è poi una situazione ben nota, non solo di questi giorni, chiamata Amplificazione Artica, che intensifica gli scambi di masse d’aria ma anche la durata delle condizioni di blocco.
Da qui la difficoltà nell’avere previsioni meteo affidabili basate sui modelli matematici dei maggiori centri meteo, quello europeo e quello americano, a cui si affiancano modelli nazionali di ottima qualità che però non raggiungono la potenza di calcolo dei grandi centri continentali come ECMWF e NOAA. Ebbene, nonostante possano elaborare miliardi di calcoli, anche questi modelli possono sbagliare.
Secondo il modello matematico europeo, una massa d’aria fredda si porterà dalla Siberia occidentale verso la Russia europea. Ma cosa succederà in Italia? È ancora poco chiaro, perché l’Italia si troverà spesso in un’area di alta pressione che, secondo gli ultimi dati, farà fatica ad andare via addirittura fino al 17 Marzo. Il Centro Meteo Europeo non vede grandi cambiamenti e oggi ipotizza persino una fase di scirocco, con risalita di aria calda proveniente dalla Libia verso Sicilia e Sud Italia, dove si avrebbe un sensibile aumento delle temperature.
Ovviamente si tratta di previsioni a lungo termine e vanno confermate. Dobbiamo osservare il tutto in una visione d’insieme, unire i vari elementi che i diversi modelli prospettano e valutare anche le tendenze parallele per comprendere quale potrebbe essere la linea evolutiva.
Da quanto emerge, Marzo potrebbe fare molta fatica a ritrovare la sua stagionalità e tipicità. Le basse pressioni oceaniche avranno difficoltà a entrare nel continente europeo; si potrebbero formare aree di bassa pressione tra Mauritania e Marocco, con maltempo su quelle zone, mentre sull’Italia continuerà a essere complicato vedere l’arrivo di un fronte freddo o di una perturbazione occidentale.
In sostanza, al momento viviamo una situazione quasi primaverile, e il freddo sembra sempre più lontano. Esistono possibilità che possa dilagare aria fredda da est, ma solo se dovesse cedere questo blocco atmosferico.
Il blocco potrebbe anche dissolversi improvvisamente, così come si è formato. Spesso succede: i modelli matematici, pur prospettando per due settimane la sua presenza, possono intercettare un cambiamento anche a pochi giorni di distanza. Un cambiamento che sarebbe importante, perché le condizioni meteo muterebbero drasticamente.
Non sappiamo ancora in quale forma: attraverso correnti oceaniche, ipotesi da prendere in seria considerazione, oppure tramite un’intrusione di aria fredda proveniente dalla Russia, eventualità da non trascurare, visto che appena a est degli Urali è presente un vasto serbatoio di aria gelida con temperature costantemente sotto la media dall’inizio della stagione autunnale. In quell’area si è consolidato un freddo pellicolare importante, che potrebbe risultare determinante per alcune giornate del mese di Marzo.
Siamo dunque in attesa di capire che cosa potrà accadere.
Crediti: dati e analisi modellistiche basati sui principali centri di calcolo internazionali: ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (https://www.ecmwf.int) e NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (https://www.noaa.gov). (METEOGIORNALE.IT)
