Tazio Secchiaroli. Federico Fellini e Marcello Mastroianni durante una pausa di 8 ½, Cinecittà, Roma, 1963. © David Secchiaroli / Courtesy Admira
Tazio Secchiaroli. Federico Fellini e Marcello Mastroianni durante una pausa di 8 ½, Cinecittà, Roma, 1963. © David Secchiaroli / Courtesy Admira
Grandi ritorni e nuove consapevolezze segnano le mostre del mese di marzo, con progetti che attraversano storia e contemporaneità in un dialogo serrato tra passato e presente. Accanto alle retrospettive monumentali, fotografia, video arte, design e moda interrogano il modo in cui costruiamo identità e narrazioni collettive.
TRA FOTOGRAFIA E COLLEZIONISMO
È l’immagine il primo territorio di confronto. A Milano, MIA Photo Fair BNP Paribas trasforma la fotografia in organismo vivo, tra mercato e ricerca. Il tema Metamorfosi diventa chiave di lettura di un medium che non smette di ridefinirsi, mentre il collezionismo si intreccia alla scoperta di nuovi linguaggi. In un sistema dell’arte sempre più interconnesso, la fotografia si conferma dispositivo critico capace di leggere il presente con lucidità e velocità. Roma, invece, omaggia il grande maestro Robert Doisneau che fa battere il cuore di Parigi in bianco e nero con la sua poesia quotidiana.
William Wegman, Ionian, 2005. Courtesy of Galeria Alta
William Wegman, Ionian, 2005. Courtesy of Galeria Alta
RETROSPETTIVE E PERSONALI D’AUTORE
Se la fotografia indaga la trasformazione dell’immagine, le grandi personali lavorano sul tempo lungo della storia. A Firenze, Mark Rothko entra in dialogo con l’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi, dove il colore si espande oltre la tela e diventa esperienza immersiva. A Ferrara, invece, la riedizione di Ladies and Gentlemen riporta al centro la svolta identitaria di Andy Warhol, anticipando riflessioni su genere e rappresentazione oggi più attuali che mai.
Il dialogo con la memoria assume forme diverse a Ginevra, dove John Armleder riscrive la collezione museale in un percorso fatto di cortocircuiti visivi, mentre a Venezia Paulo Nazareth e Michael Armitage affrontano le fratture della storia coloniale e le tensioni geopolitiche contemporanee con interpretazioni intense e stratificate. A Roma, Latefa Wiersch mette in scena la storia come set cinematografico, smascherandone la costruzione, mentre a Bologna il percorso dedicato a Agnès Varda restituisce la forza poetica e politica di uno sguardo che ha attraversato il Novecento reinventando il cinema.
DESIGN: TRA GESTO DI CURA E VISIONI MAGNETICHE
Il design si muove tra responsabilità e desiderio. Al Vitra Design Museum, la retrospettiva dedicata a Hella Jongerius invita a rallentare, a riscoprire la materia, l’imperfezione, la cura come atto progettuale. Di segno opposto ma complementare, in Provenza Marc Newson trasforma Château La Coste, tenuta vinicola e centro d’arte contemporanea, in un teatro futurista dove il design diventa icona magnetica, sospesa tra classicità e visione cosmica. Triennale Milano omaggia il pensiero inquieto di Andrea Branzi attraversando utopia, critica e poesia del progetto per una riflessione radicale e visionaria sul nostro modo di abitare il mondo.
Marc Newson Lockheed Lounge, 1988
Marc Newson Lockheed Lounge, 1988
DIALOGHI NEL SEGNO DELL’ARTE
Alcune mostre scelgono invece la forma dell’incontro. Al MoMA, Frida Kahlo e Diego Rivera dialogano con il linguaggio dell’opera lirica, intrecciando pittura e palcoscenico in una dimensione teatrale e simbolica. A Milano, William Kentridge rilegge la metafisica di Giorgio Morandi, facendo convivere animazione e disegno in un confronto sottile tra immobilità e movimento.
Hella Jongerius, Coloured Vases, Series 3, 2010 © Jongeriuslab, foto: Gerrit Schreurs
Hella Jongerius, Coloured Vases, Series 3, 2010 © Jongeriuslab, foto: Gerrit Schreurs
MODA E STYLING PER NUOVE IDENTITÀ
Infine, la moda entra in scena come linguaggio culturale. A Trieste, EXPOSURE – Quando il mondo ti guarda rivela come lo styling costruisca l’identità pubblica, trasformando l’apparizione in racconto e il red carpet in dichiarazione. In un’epoca dominata dalla circolazione delle immagini, anche l’abito diventa campo semantico: superficie scintillante che riflette significati da decodificare.
ITS Arcademy, Trieste. Foto: Massimo Gardone
ITS Arcademy, Trieste. Foto: Massimo Gardone
Di seguito, nel dettaglio, le mostre da vedere a marzo 2026.
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La selezione delle mostre di febbraio.