di
Gianna Fregonara e Orsola Riva

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «I percorsi quadriennali forniscono agli studenti una formazione all’altezza delle sfide del futuro»

 Agli studenti italiani continua a piacere di più il liceo dell’istruzione tecnica: quest’anno il 55,88 degli adolescenti alle prese con la scelta della scuola superiore ha optato per un percorso liceale, in linea con le percentuali del 2025. Gli istituti tecnici perdono mezzo punto: a sceglierli è poco meno di uno studente su tre (30,84 per cento) mentre, dopo anni di crisi, si registra una leggera ripresa del percorso professionale che sale al 13,28 (+0,59 rispetto a un anno fa).
Ma sono le scelte all’interno di questi grandi settori a disegnare la mappa delle preferenze delle famiglie italiane. Si conferma la crisi dei licei tradizionali, a partire dal Classico (5,20 per cento) e dall’Artistico (3,95). Ma anche lo Scientifico, che pure può contare su percentuali a due cifre, scende dal 13,53 al 13,16 per cento; persino la versione light senza il latino (Scientifico delle scienze applicate) è in lieve flessione (9,75). Quest’anno ad attrarre gli adolescenti italiani sono stati in particolare il liceo delle scienze umane che sfiora l’8 per cento delle scelte (+0,47 per cento) e l’opzione economico-sociale che sale al 4,55 (+0,24), a dispetto della concorrenza del nuovo liceo del Made in Italy, che si attesta allo 0,14 per cento.

Lombardia, Classico al lumicino

Da un punto di vista geografico, i licei non hanno rivali al Centro e al Sud: record assoluto in Lazio dove attirano quasi sette studenti su dieci e perfino il classico può contare sull’8,6 per cento dei nuovi iscritti. Mentre al Nord, forte del suo tessuto produttivo, la maggioranza degli studenti opta ancora per l’istruzione tecnico-professionale: i licei nel loro insieme raccolgono il 44 per cento delle preferenze in Veneto, il 46 in Emilia Romagna, sono sotto il 50 in Lombardia, dove il liceo classico ormai è ridotto al lumicino: 3,2 per cento.



















































I licei light

 I cambiamenti annuali segnano oscillazioni minime, ma nel lungo periodo si segnalano tendenze più significative. Il sorpasso dei licei sulle scuole tecniche e professionali risale al 2014 e negli ultimi dieci anni il liceo classico ha perso più del 15 per cento degli iscritti (nel 2016 erano il 6,1 per cento)e si avvia a scendere sotto il 5 per cento che è considerata una soglia di allerta. Non a caso il ministro dell’Istruzione e del Merito ha istituito un tavolo di lavoro per cercare soluzioni per rilanciarlo. Ma anche il liceo scientifico tradizionale, quello con il latino, ha perso quasi due punti e mezzo in dieci anni tallonato dall’opzione con l’informatica al posto del latino che ormai sfiora il dieci per cento. Sono in crescita continua anche i licei delle scienze umane: l’opzione economico-sociale (quella con meno pedagogia, psicologia e filosofia, e più ore di diritto e economia) ha addirittura raddoppiato gli studenti.

Il 4+2

La filiera degli istituti tecnici è sostanzialmente stabile rispetto al 2016 mentre gli istituti professionali sono scesi di oltre tre punti in dieci anni. Secondo il ministero il risultato più rilevante di quest’anno è quello della filiera 4+2 (percorso tecnico-professionale quadriennale più Its Academy): con 10.532 iscritti, è quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno. «Il numero di istituti che si stanno dotando a livello nazione di percorsi 4+2 è un segnale inequivocabile: la riforma, in linea con le migliori pratiche europee, offre una scelta all’altezza delle sfide del futuro, in grado di fare emergere i talenti e le inclinazioni di ogni studente e di offrire validi sbocchi occupazionali», ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara.

2 marzo 2026 ( modifica il 2 marzo 2026 | 23:19)