Il trasporto aereo in Medio Oriente è in tilt per il terzo giorno consecutivo dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le successive ritorsioni di Teheran. Diversi Paesi – tra cui Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Siria ed Emirati Arabi Uniti – hanno annunciato la chiusura parziale o totale dello spazio aereo, provocando cancellazioni e dirottamenti su larga scala. I principali hub della regione, come il Dubai International Airport, l’Hamad International Airport e lo Zayed International Airport, risultano tra i più colpiti. Secondo il sito di monitoraggio Flightradar24, solo nelle prime 48 ore sono stati cancellati oltre 2mila voli da e per sette grandi aeroporti del Golfo. Le stime complessive parlano di più di 5mila collegamenti soppressi, con decine di migliaia di passeggeri bloccati in tutto il mondo. Le mappe dei tracker mostrano un “vuoto” quasi totale sui cieli iraniani e delle aree limitrofe. I voli tra Europa e Asia vengono deviati a sud, sorvolando Egitto e Arabia Saudita, con allungamenti delle rotte, maggior consumo di carburante e aumento dei tempi di percorrenza. Ma i viaggiatori stanno affrontando difficoltà anche a prenotare i voli per Sharm El Sheik.