Nel progetto di Blend Studio la tradizione alpina diventa rifugio contemporaneoFoto Thomas Pagani – Styling Giulia Deitinger

Nel borgo alpino di Champlas Seguin, una frazione di Cesana Torinese (TO) nell’alta Valle di Susa, tra volumi compatti in pietra e tetti a falde che disegnano il profilo del paesaggio, Blend Studio rilegge l’archetipo della grange alpina trasformandolo in una casa articolata in due volumi distinti, collegati da una scala centrale in ferro e legno che ne diventa il cuore distributivo e scenografico.

Fondato nel 2022 da Patrizia Manconi, Cecilia Perotti e Sara Cerboneschi, lo studio si distingue per una progettazione che intreccia architettura, interni, arredo e scenografia. Alla base di ogni intervento c’è una ricerca attenta sul luogo, sulla storia e sulle relative peculiarità, rilette in chiave attuale con una particolare sensibilità per la dimensione sensoriale dell’abitare.

Per il progetto Grangia MP, prima di quattro baite di un nuovo insediamento, questo approccio si traduce in un equilibrio tra memoria e innovazione, tra spazi comuni e privati, tra materia (rivisitata) e nuove aperture pensate per la luce e il panorama. Come spiegano le progettiste, «la sfida principale è stata sicuramente far conciliare le esigenze e i comfort della vita contemporanea con la tipologia edilizia della grangia», strutture storiche nate per la vita agricola e pastorale, edifici massivi e poveri di aperture. «Nonostante si tratti di una nuova costruzione, abbiamo cercato di rimanere fedeli all’archetipo comune, ricercando continuità con le altre grange presenti nel borgo». L’intero progetto, dunque, si fonda su una nuova grammatica capace di reinterpretare l’antico senza rinunciare alle necessità – ma anche ai piaceri – della vita moderna.

È nella distribuzione interna che questi principi prendono forma concreta, garantendo funzionalità e comfort. Al piano interrato si concentrano le funzioni comuni e di servizio: garage, palestra, ski room e cantina dei vini. Quest’ultima richiama la tradizione dei “crotini” alpini, mentre al piano seminterrato, direttamente collegato alla SPA, c’è uno spazio dedicato allo stoccaggio di prodotti gastronomici locali, pensato per le merende conviviali.

A completare questo livello, la ski room, uno degli ambienti più identitari. «È uno spazio scenico, ma soprattutto funzionale», raccontano dallo studio, «progettato per contenere tutte le attrezzature sportive e integrare una vera zona spogliatoio». Ogni dettaglio è stato studiato su misura, dalla rastrelliera porta-sci alla griglia a pavimento con sistema di scolo per permettere alla neve di defluire senza rovinare le superfici. È sicuramente un’area della casa che traduce la passione della famiglia per la montagna in architettura.

Nel progetto di Blend Studio la tradizione alpina diventa rifugio contemporaneoFoto Thomas Pagani – Styling Giulia Deitinger

Ai piani superiori si distribuiscono la residenza principale del capofamiglia e due appartamenti destinati ai figli come da brief della committenza, «Il cliente ha richiesto sin da subito una casa da vivere tutto l’anno, capace di accogliere famiglia e amici».

Le camere da letto, pensate per il massimo comfort, si inseriscono armonicamente tra spazi privati e comuni. Nonostante i livelli su cui si sviluppa, Grangia MP mantiene però una forte unità grazie alla scala aerea in ferro e legno – elemento ‘da colpo d’occhio’ – che connette tutte le aree e costituisce il fulcro (estetico e materico) dell’edificio. «Lasciando le porte aperte, l’insieme funziona come un’unica grande casa; all’occorrenza gli appartamenti possono essere separati per garantire privacy e autonomia». Oltre agli ambienti condivisi sono stati previsti salotti generosi, pensati per stare insieme in modo informale.

All’ultimo piano, sotto il tetto spiovente, si apre – in senso letterale e figurato – la zona giorno. Le grandi vetrate orientate a sud incorniciano la vista, vera protagonista, e assicurano un’illuminazione naturale e costante durante la giornata. Sopra il soggiorno, un soppalco sospeso ospita l’area TV e relax, concepito come un angolo raccolto e intimo, un ‘rifugio nel rifugio’.

«Luce e materia sono due temi fondamentali e inseparabili di questo progetto», affermano le progettiste. La luce naturale, protagonista indiscussa, esalta la bellezza materica delle finiture e dialoga con quella artificiale. Il sottotetto in legno suggerisce un’atmosfera calda e raccolta, dove la matericità prende forma attraverso pietra a spacco irregolare e legni antichi, richiamando il linguaggio delle grange alpine, e si accosta al ferro calamina, «capace di introdurre un segno contemporaneo e più grafico, bilanciando la componente confortevole e tradizionale dell’insieme».

La capacità di lavorare sul dialogo tra epoche e linguaggi stilistici diversi è un tratto distintivo di BLEND Studio, confermato anche dalla vittoria, nel 2024, della seconda edizione del Premio Filippo Perego con il progetto di ristrutturazione di Villa Bardellini, appartamento ricavato all’interno di una villa storica della prima metà del Novecento. Un percorso coerente che in questo progetto trova una nuova espressione: un rifugio contemporaneo che, come le grange originarie, nasce per accogliere e proteggere, ma lo fa con il linguaggio misurato del presente, tra luce, materia e paesaggio.

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