Il petrolio apre in fortissimo rialzo a New York dove le quotazioni salgono del 7,13% a 76,31 dollari al barile per via della guerra in corso in Medio Oriente. Le Borse europee sono in caduta libera mentre si guarda agli sviluppi del conflitto. I mercati valutano gli impatti sulla crescita economica globale, dopo il balzo di petrolio e gas. In tensione i titoli di Stato del Vecchio continente.

Tra i listini è maglia nera Milano con una discesa che non si arresta (-4,47%). Pesanti anche Madrid (-3,2%), Francoforte (-2,8%), Parigi (-2,2%) e Londra (-2%). In picchiata i future di Wall Street dove il Nasdaq 100 cede il 2% e lo S&P 500 l’1,6 per cento. 

Le Borse asiatiche

Borse asiatiche pesanti in chiusura di seduta, con l’indice Msci Asia Pacifico (-2,8%) che mette a segno il peggior calo in due giorni. Sotto i riflettori resta la guerra in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, e gli impatti sull’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz provoca tensione su petrolio e gas. In profondo rosso Tokyo (-3,06%). Sui mercati valutari lo yen è tornato a deprezzarsi sul dollaro, a 157,20, ed è poco mosso sull’euro a 183,40. Crolla Seul (-7,2%). Pesanti anche Hong Kong (-1,1%), Shanghai (-1,4%), Shenzhen (-3,2%) e Mumbai (-1,2%).

Alta tensione sui titoli di Stato, spread Btp-Bund a 68 punti

Alta tensione anche sui titoli di Stato europei, mentre si valutano gli impatti della guerra in Medio Oriente dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran. Lo spread tra Btp e Bund balza a 68 punti, con il rendimento del decennale italiano in aumento di 10 punti base al 3,45% e quello tedesco al 2,76% (+6 punti). In netto aumento anche il tasso del decennale inglese che mette a segno un aumento di dieci punti base al 4,46 per cento.

Il prezzo del gas sfiora i 60 euro

Fronte caldo anche quello del gas. Il prezzo sfonda la soglia dei 60 euro al megawattora, ai massimi da agosto del 2022. Un balzo, secondo gli analisti, dovuto all’incertezza sulla durata del blocco delle esportazioni dal più grande impianto di Gnl al mondo in Qatar ed il suo impatto sulle forniture mondiali. Questo mentre la Cina, numero uno mondiale delle importazioni di gas naturale liquefatto fa pressioni per farlo ripartire e per riaprire lo stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 41% a 63,49 euro al megawattora.

Come non bastasse calano le scorte di gas in Europa che sono scese al 30% a 343 TWh; il valore più basso da marzo del 2018. La situazione più critica si registra in Germania dove, secondo la piattaforma Gie Agsi, le scorte si attestano al 20,83% a 52,3 TWh, mai così in basso dal 30 aprile del 2018. Va un po’ meglio per l’Italia che vede un calo al 47,6% a 96,79 TWh, il valore più basso dallo scorso 30 aprile.

Le criptovalute affondano

Anche le criptovalute affondano con la guerra in Medio Oriente, dopo l’attacco all’Iran. Il Bitcoin è in calo del 3,5% a 67.000 dollari. Male anche Binance (-2%), Dogecoin e Cardano (-4%) e Solana (-3,6%).


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