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Alessio Di Sauro e Chiara Evangelista

L’assessora Censi: «Solo se lo dirà il pm». A Milano sono in circolazione una ventina di «Tramlink» sulle linee 7, 9 e 31. Brevettati in Svizzera e costruiti a Valencia, questi modelli sono in uso in Germania, Svizzera, Ungheria, Gran Bretagna

C’è chi dice no. La notizia degli accertamenti in corso sui nuovi Tramlink di Atm ha acceso l’allarme di alcuni comitati cittadini che hanno chiesto al Comune e all’azienda di trasporti milanese di sospendere in via cautelativa la circolazione dei nuovi mezzi. «Credo che lo farà il magistrato qualora decidesse che sia una procedura necessaria. Credo che questo esondi dalle nostre possibilità di scelte e decisioni», replica l’assessora alla Mobilità Arianna Censi. A Milano circolano una ventina di vetture, che hanno rinnovato la flotta su tre linee: equipaggiano il «7», il «9» e il «31»; a fornitura finale arriverà a 74 mezzi. E il contratto con Atm prevede la possibilità di aumentare ulteriormente la fornitura dei nuovi mezzi bidirezionali, lunghi 25 metri.

Dopo lo schianto, e i sospetti non ancora chiariti di possibili malfunzionamenti, una parte dei comitati cittadini però è preoccupata per la circolazione dei nuovi convogli. A promuovere lo stop sono i comitati «La 73 non si tocca», il «Gruppo Milano Mpl», e «AspettaMi: Milanesi in attesa dei bus». I cittadini, con una nota, chiedono all’amministrazione e ad Atm di fermare la circolazione dei tram «in via cautelativa, considerato che le ricostruzioni, le ipotesi e alcune indiscrezioni — spiegano — riconducono alla possibilità di una mancata attivazione dei numerosi dispositivi di sicurezza del mezzo, a garanzia e tutela degli utilizzatori dei mezzi in questione». 



















































A stretto giro arriva la replica dell’assessora Censi: «Non ho gli strumenti per rassicurare nessuno, ma posso dire che quei tram sono utilizzati in molte altre città d’Europa». E in effetti il Tramlink firmato dalla svizzera Stadler — e prodotto nello stabilimento di Valencia — circola già in Germania, Svizzera, Ungheria, Spagna, Regno Unito, Austria, con 350 mezzi lungo i binari europei. «Sono modelli di ultimissima generazione — continua Censi — sia in fatto di sicurezza, che di presidi all’interno dello stesso tram». E sulla richiesta avanzata da parte dei cittadini, l’assessora si rimette a un’eventuale decisione della magistratura. «Penso che prima di tutto dobbiamo esprimere il cordoglio nei confronti delle famiglie e delle persone che hanno perso la vita — puntualizza —. C’è vicinanza e la necessità di fare la più assoluta chiarezza su ogni questione, anche per la sicurezza di tutti».
In attesa che il sindaco proclami il lutto cittadino, ieri il consiglio comunale si è aperto con un minuto di silenzio per le due vittime, il 59enne Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, 49enne nigeriano. Valuta di fare lo stesso, oggi, il consiglio regionale.

Fino alla prossima settimana, intanto, le famiglie dei 4 appartamenti evacuati nella porzione di palazzo all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, la più interessata dall’impatto col tram, passeranno le prossime notti ospiti del vicino hotel Ibis. Le camere sono state prenotate fino a giovedì da Kryalos sgr, a cui fa capo l’immobile: dopo un primo sopralluogo effettuato nella notte di sabato da un ingegnere strutturista e dai Vigili del fuoco — fanno sapere dalla società — martedì è in programma una seconda perizia per valutare l’agibilità dello stabile. E le famiglie attendono: «Siamo dovuti scappare alle tre di notte, abbiamo preso solo qualche vestito — sospira l’inquilino del terzo piano Gianluca Secchi —. In casa ho ancora il computer: faccio il consulente finanziario, ho bisogno di recuperarlo per poter tornare a lavorare». 


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3 marzo 2026