Ravenna, 3 marzo 2026 – “Voglio ingraziarvi per tutto l’affetto che ci mi state donando, ne avevo proprio bisogno”. Poi l’emoticon di un cuore. Laura Pausini ricarica le pile dopo la fatica sanremese anche se, in realtà, l’artista romagnola è già al lavoro per preparare il nuovo tour mondiale che la terrà impegnata tra Europa, Usa e America del Sud tra 2026 e 2027. E nuove energie le trova nei messaggi social (e non solo) dei suoi fan che la inondano d’amore, affetto e complimenti per la sua performance sul palco dell’Ariston come co-conduttrice accanto a Carlo Conti.

Laura Pausini con il Piccolo Coro dell’Antoniano e il Piccolo Coro di Caivano a Sanremo
Laura Pausini: “Grazie per l’affetto, ho ricevuto ondate d’amore: ne avevo tanto bisogno”
“Voglio ringraziarvi per tutto l’affetto che mi state donando. Questa settimana ho ricevuto ondate d’amore e rispetto senza sosta! Mi sembra di essere più amata che mai. Grazie. Ne avevo tanto bisogno”, sono le parole che la cantante ha riservato per le sue stories di Instagram. E quel “ne avevo tanto bisogno” fa chiaramente intendere come le continue critiche nei suoi confronti non siano state facili da digerire. La popstar di caratura internazionale è finita nel mirino più volte per il suo modo di condurre la kermesse sanremese, per poi passare alle parole sibilline di Gianluca Grignani sul palco dell’Ariston sulla querelle-cover di ‘La mia storia tra le dita’ e infine per l’accusa di banalizzazione del tema della pace, dopo l’esibizione coi bimbi del Piccolo Coro dell’Antoniano sulle note di Heal the World, brano di Michael Jackson. Un’accusa quest’ultima a cui Pausini ha risposto con un duro sfogo in sala stampa (anche se sempre con eleganza e con un sorriso).
Le polemiche durante e prima il Festival di Sanremo
Un periodo sicuramente intenso per la star della musica tra progetti artistici di grande valore e successo, accompagnati però spesso anche da (pretestuose) polemiche degli haters (“Anche se in Italia mi sento amata, chi incontro per strada o viene ai miei concerti mi dimostra sempre affetto”, aveva detto ad inizio festival la cantante). Le polemiche erano iniziate per la verità prima di Sanremo con l’uscita del suo nuovo album ‘Io canto 2’, dove vengono omaggiati i principali cantautori italiani e internazionali. Due, però in particolare, le cover che avevano creato subbuglio (soprattutto sui social): quella di Gianluca Grignani, appunto, e ‘Due vite’ di Marco Mengoni, la cui versione in francese non era piaciuta ai suoi fan. Successivamente, aveva destato clamore la versione originale dell’Inno di Mameli cantata da Laura Pausini all’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Una versione che aveva diviso la critica tra chi la apprezzava molto e chi invece non gradiva la troppa distanza dalla versione tradizionale. A parte Morgan, sono però tanti gli artisti che hanno difeso a spada tratta la cantante sia sull’Inno, sia sulle cover: da Vasco Rossi, ad Arisa e Fiorello, fino ad arrivare a Gaetano Curreri, leader degli Stadio.

Lo scambio sul palco dopo la controversia per la cover di La mia storia tra le dita
Il messaggio di Laura Pausini per Achille Lauro: “16 marzo è una canzone che attraversa il tempo”
Sempre in tema di cover c’è un altro messaggio che la popstar romagnola ha fatto arrivare sempre attraverso la Rete ad Achille Lauro, con cui la cantante aveva duettato al Festival di Sanremo col brano ‘16 marzo’. “Caro Lauro, ci sono canzoni che attraversano il tempo, e ci sono momenti che lo fermano. ’16 marzo’ per me è stato questo: un respiro condiviso, un’emozione nuda, una verità cantata insieme. Grazie per aver condiviso con me questo brano che senti così profondamente tuo. Ho sentito la profondità e la bellezza di ogni parola, e ho provato a portarli con rispetto. Anche quando a Sanremo volevi fare cantare più me. Quando la musica unisce così, resta per sempre”, ha detto la cantante di Solarolo.

Nella foto Laura Pausini e Achille Lauro mentre duettano al Festival di Sanremo con ’16 marzo’