di
Salvatore Riggio
Il presidente del comitato paralimpico Sushkevych: «Ci sono soggetti della burocrazia dell’IPC seduti lì, che stanno osservando per impedire all’Ucraina di dichiararsi un Paese senza occupazione»
C’è un caso Ucraina anche alle Paralimpiadi dopo quello nello skeleton ai Giochi olimpiaci di Milano Cortina. Il Comitato paralimpico ucraino, infatti, ha postato sui social la foto di come sarebbe dovuta essere la divisa dei suoi atleti impegnati alle Paralimpiadi di Milano Cortina. Sull’uniforme è stampata una mappa dell’Ucraina con tutte le unità amministrative e territoriali, comprese la Crimea e il Donbass. Ma niente da fare.
Per il Comitato internazionale paralimpico la divisa non va bene. C’è un messaggio politico: «Sono vietati testi di inni nazionali, parole motivazionali, messaggi pubblicitari/politici o slogan legati all’identità nazionale. Una mappa di un Paese rientra in questa categoria», si legge nel comunicato. «Ci sono soggetti della burocrazia dell’IPC seduti lì, che stanno osservando per impedire all’Ucraina di dichiararsi un Paese senza occupazione e che combatterà in questa forma contro il paese aggressore», la replica di Valeriy Sushkevych, presidente del Comitato paralimpico ucraino.
Durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, invece, c’era stato il caso del casco dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych. Il portabandiera dell’Ucraina Heraskevych voleva utilizzare un casco raffigurante i volti di oltre 20 atleti e allenatori ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, inclusi alcuni suoi amici e colleghi. Ma il Cio lo aveva squalificato poco prima della gara, motivando la decisione con la violazione delle regole che vietano espressioni politiche, religiose o di propaganda sul campo di gara.
3 marzo 2026 ( modifica il 3 marzo 2026 | 09:22)
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