La rilevazione Istat: il tasso di disoccupazione cala al 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004, mentre quello giovanile cala al 18,9%. Ma crescono gli inattivi del 2,6%, soprattutto le donne
A gennaio 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 181mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L’aumento coinvolge sia i dipendenti permanenti (16 milioni 455mila), sia quelli a termine (2 milioni 449mila), sia gli autonomi (5 milioni 277mila). Rispetto a gennaio 2025 l’aumento è invece di circa 70mila occupati. Su base mensile, registra l’Istat (qui la nota metodologica integrale), il tasso di occupazione così sale al 62,6% e quello di inattività al 33,9%, mentre quello di disoccupazione cala al 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004, mentre quello giovanile cala al 18,9% (-1,9 punti).
Le classi di età
L’aumento riguarda anche le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età e di una sostanziale stabilità tra gli uomini. Rispetto a gennaio 2025 cala anche il numero di persone in cerca di lavoro (-22,7%, pari a -384mila unità) ma cresce anche quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,6%, pari a +322mila unità). Che è la sintesi dell’aumento tra le donne e della diminuzione tra gli uomini. Il numero di inattivi sale tra i 15-24enni, cala tra i 25-49enni e resta sostanzialmente stabile tra chi ha almeno 50 anni d’età.
L’aumento del Pil
Nel quarto trimestre del 2025 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024
4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 11:26)
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