FRIULI VENEZIA GIULIA – Stati generali in preparazione dell’approdo in Friuli del Giro d’Italia. L’imponente macchina organizzativa vedrà coinvolti 45 Comuni e un investimento complessivo di 15 milioni di euro per la viabilità del Giro maschile e circa un milione per le due tappe del Giro Women, previste per il 31 maggio e il 1° giugno.
Polizie locali, Alpini in servizio e in congedo, Protezione Civile, Servizi sanitari, Polizia di Stato, Stradale, Corpi vari di volontariato si sono ritrovati ieri a Palazzo Belgrado, a Udine. Sul fronte della sicurezza, la Motostaffetta friulana e il Soccorso alpino presidieranno i punti più critici, come la doppia ascesa al Piancavallo.

APPROFONDIMENTI


L’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, presente all’incontro: «Il Giro d’Italia è una delle manifestazioni più popolari di questo Paese e la tappa di quest’anno, con una partenza simbolica dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona – che abbiamo l’onore di avere in carico dall’Esercito e sarà fulcro degli eventi più importanti del 50° del terremoto – ha tutti gli ingredienti per non essere una tappa tra tante, ma una che crediamo rimarrà dentro di noi perché in questa occasione ricordiamo un’esperienza che è stata un tornante nella storia di questa terra e del suo popolo».

  Il percorso

La presentazione ufficiale della Gemona-Piancavallo è prevista per venerdì 27 marzo alle 19 alla caserma “Goi-Feruglio” di Venzone. La tappa è in programma sabato 30 maggio e partirà proprio da Gemona per arrivare sul Piancavallo dopo 200 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello.
Un momento particolarmente significativo precederà il via, quando la carovana si fermerà per una commemorazione davanti al cimitero monumentale di Gemona per onorare le vittime del sisma del 1976. Quindi i ciclisti cominceranno a spingere sui pedali da Gemona Bassa, attraverso Venzone, Bordano, Trasaghis, Osoppo, Buia, Artegna, Magnano in Riviera, Tarcento, Nimis, Tricesimo, Colloredo di Monte Albano.

Entreranno nella Provincia di Pordenone: Vito d’Asio, Clauzetto, Castelnovo, Travesio, Meduno, Maniago, Montereale Valcellina, Aviano. Attaccheranno una prima volta i 13 chilometri che conducono al Piancavallo scendendo successivamente sino a Barcis e passando nuovamente per Montereale Valcellina prima del definitivo strappo verso il traguardo finale del Piancavallo (dove ci saranno in palio due gran premi della montagna).

Oltre che per il suo alto significato umano, la tappa ne conserva uno parecchio tecnico essendo l’ultima con risvolti agonistici e quindi destinata a incoronare il vincitore del Giro 2026. A tingere ulteriormente di rosa il cielo friulano provvederanno poi le concorrenti del Giro Woman, una competizione che mancava in regione da cinque anni: domenica 31 maggio tra Brugnera e Prata. Mentre lunedì primo giugno daranno vita alla successiva tappa con via da Bibione e conclusione a Buia.

  L’organizzazione

Nella riunione plenaria di ieri a Palazzo Belgrado ha preso la parola anche Amedeo Aristei direttore della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, precisando quali saranno i compiti dei suoi amministrati con i quali collaboreranno un centinaio di Alpini. Per la Polizia Stradale di Udine e Pordenone la delicata incombenza di gestire la viabilità interessata dagli eventi ciclistici. Che, come ha tenuto a sottolineare l’Assessore Riccardi, per la Regione costituiscono una sfida molto importante.