di
Daniele Sparisci e Daniele Dallera
Federica Brignone è diventata socia dei ristoranti-pastifici Miscusi: «Le nuove sfide non sono solo nello sport. Cerco la qualità, l’unica ricchezza è il tempo»
La stagione sciistica di Federica Brignone si è conclusa: ha scelto di fermarsi per far riposare il fisico dopo dieci mesi di corsa e due ori olimpici, un’impresa leggendaria. Ma non c’è soltanto lo sport nella testa della campionessa: le nuove avventure la stimolano. Come la decisione di investire ed entrare in società nel brand Miscusi, ristoranti-pastifici di alta qualità. Un’occasione per riflettere anche sul futuro: l’anno ci sono i Mondiali, e c’è da scommetterci che farà di tutto per esserci. Lo stop dopo le gare in Andorra denota intelligenza e lucidità, aggiungere altro stress non avrebbe avuto senso.
Dopo i record sulle piste vuole lasciare il segno anche nel business. Perché?
«In realtà ho conosciuto Alberto (Cartasegna, ad e fondatore di Miscusi, ndr) e mi sono innamorata subito del progetto, per la selezione e la cura dei prodotti, l’origine controllata del grano: non mangio un piatto di pasta, ma un certo piatto di pasta. Da sempre sono attenta alla qualità, alla sostenibilità: ci siamo capiti subito e ho sposato la visione di Alberto, ci abbiamo messo un po’ a metterla in piedi perché il periodo era complicato dopo l’infortunio. Ma è stata una scommessa che ha funzionato da subito».
Il nome di un campione spesso diventa un marchio che va ben oltre lo sport. Le piacerebbe fosse così?
«Dipende dal modo in cui viene usato il brand. È inutile nascondersi: ciò che ho fatto nello sport resterà nella storia, ma resto la stessa persona di prima. Non cambio modo di essere perché ho vinto. Quindi va bene diventare un brand, ma quello di una persona con i piedi per terra».
Che messaggio sceglierebbe da lanciare?
«Credere nei sogni, nelle cose difficili. Impegnarsi per realizzarsi, non mollare mai, come ho fatto alle Olimpiadi. Inviterei anche ad affrontare lo sport come stile di vita sano e pulito. Se dovessi promuovere qualcosa che va oltre la mia persona, direi no. Piuttosto sparisco per l’eternità».
In che modo sceglie dove orientare i suoi interessi? Oltre al suo staff, con chi si confronta?
«La parola finale spetta a me. Ora le richieste sono tante. C’è Giulia Mancini, che mi segue da tanti anni (la manager, ndr); mio fratello Davide mi dà consigli importanti, e ho anche alcuni amici bravi nel settore. Ho dovuto cominciare a occuparmi di aspetti legali, come i furti di identità sul web, cose alle quali non avevo mai pensato prima».
Quanto conta il parere degli altri e quanto il suo?
«Ascolto tantissimo, anche se poi agisco molto di mio. Sento i pareri, ma alla fine, se ho una cosa in testa, si fa».
Rapporto con i soldi: parsimoniosa o spendacciona?
«Parsimoniosa. Vengo da una famiglia molto normale, che ha sempre dovuto affrontare sacrifici per permettere ai figli di sciare. Sono abituata a risparmiare, sì, ma anche a godermi la vita. I miei hanno fatto delle scelte importanti: guadagnare meno per poter passare più tempo con noi. Ecco, io sono così».
Quindi risparmia in previsione del futuro?
«Nello sci non si guadagna come in altri sport, le differenze sono enormi, anche se il concetto non è ben chiaro a tutti. Quando terminerò la carriera dovrò investire in qualcosa, lavorare. Non posso permettermi di chiudere tutto e vivere di rendita, assolutamente no. In famiglia mi hanno insegnato a gestirmi, però non ho il braccio corto. Sono generosa e non me ne frega tanto dei soldi. L’importante è averli per fare le cose che mi piacciono: l’unica ricchezza è il tempo».
Ha detto che partecipare (e vincere) ai Giochi era una missione impossibile. Che motivazione provava nell’affrontarla?
«In gara ti giochi tutto in un minuto: se sbagli a mettere gli sci sei “morto”. Ecco, questo mi ha dato una carica incredibile. Ma le sfide impossibili per me erano già state tante e le ho sempre cercate sin da bambina: vincere la prima Coppa del Mondo (2019-2020, ndr) partendo soltanto dal gigante; a quei tempi non gareggiavo neanche nella discesa, per esempio. Più è complicato l’obiettivo e più si accende dentro di me la fiamma; quando è troppo facile non la “sento”. La vera sfida è con me stessa».
Avrà voglia di accettare nuove sfide?
«Sì, non solo nello sport ma nella vita. Avrei potuto lasciare all’apice, l’anno scorso, per esempio. Se scio ancora è perché mi piace. È chiaro che ci sono in gioco altri fattori: non sono integra. Sono consapevole che, se vorrò continuare a essere un’atleta di alto livello, dovrò fare dei sacrifici in più, come due ore al giorno di fisioterapia e una preparazione diversa. Dovrò soffrire: quanto sono disposta ancora a soffrire? Lo vedrò giorno per giorno».
Che lezione si porta dietro dalla sofferenza?
«Nessuna lezione, soltanto una gran rottura. Soprattutto per una attiva come me: quando siamo in trasferta con la Nazionale amo giocare a pallavolo o praticare altri sport. Quest’anno non ho potuto e, più del dolore, di cui non mi interessa tanto, mi pesano queste rinunce».
A livello alimentare invece sarà abituata alle rinunce. Che differenza c’è fra la dieta dell’atleta Federica e quella nella vita «normale»?
«Nessuna. A fare la differenza è come ti nutri tutti i giorni, la qualità delle materie prime. Va dato il giusto cibo al corpo e al cervello: è un impegno quotidiano. Non sono le due settimane prima delle gare a incidere, è il lavoro di anni che ti porti dietro».
Ad ascoltare le parole della campionessa c’è Angelo Moratti, investitore in Miscusi attraverso il fondo Acm: «Federica mi ricorda due miti della mia generazione: la ginnasta Nadia Comaneci e Roberto Baggio. Sportivi in grado di regalare magia, di muovere le coscienze e migliorare la società. Forze straordinarie capaci di travalicare tutte le classi sociali».
Un regalo che si farà dopo i due ori? Una macchina, un quadro, un appartamento?
«Non ne ho bisogno. L’unico sfizio è un viaggio per andare a surfare. Vorrei prendere le onde dei miei sogni. Non cerco soddisfazioni materiali, ma emozioni ed esperienze».
Le piace la popolarità?
«No, e mi spaventa. A Milano avrei voluto prendere la metropolitana, me lo hanno sconsigliato. La vera sfida sarà riuscire a continuare a vivere come ho sempre fatto, senza troppo “disturbo”: tornare a casa, a La Salle, andare sulle piste o nei bar del paese stare tranquilla. Per fortuna lì sono una di casa: sono Federica».
Il gossip sulla vita privata?
«Metto un muro, mi difendo con i denti e con le unghie».
4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 09:50)
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