di
Vera Martinella
Presentati al Ministero della Salute i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori. Diminuiscono le diagnosi di cancro al polmone fra gli uomini
Qualche buona notizia (molto importante) e una quota rilevante di informazioni preoccupanti. Si potrebbe riassumere così il «panorama oncologico» nel nostro Paese in base ai dati epidemiologici presentati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumore (AIRTUM) questa mattina al Ministero della Salute a Roma.
Sono poco più di 362mila i nuovi casi di tumore maligno stimati in Italia nel 2025 (182,300 negli uomini, 179,800 nelle donne), meno di quelli ipotizzati dalle previsioni fatte qualche anno fa. Se però fra gli uomini calano i nuovi casi, nelle donne il numero resta stabile, ma la mortalità è in diminuzione in entrambi i sessi. Un’altra nota preoccupante riguarda Sud e isole, che purtroppo si avvicinano al Centro-Nord nell’incidenza e perdono quindi il loro storico vantaggio di salute. Infine, sebbene la sopravvivenza risulti in progressivo miglioramento in tutta la penisola, si rileva uno scarto del 5% a discapito della macro-area Sud e Isole rispetto al Centro-Nord.
Quali sono i tumori più frequenti in Italia?
«La mammella si conferma la sede più frequente (55.900 casi), seguita dal polmone (43.500 casi, 16.440 dei quali nel sesso femminile), dal colon-retto (41.700 casi, 18.900 dei quali nel sesso femminile) e dalla prostata (31.200 casi), che è il tipo di cancro più diffuso fra i maschi» risponde Fabrizio Stracci, presidente AIRTUM.
I nuovi casi sono meno del previsto: come mai?
«Per molti anni le diagnosi sono costantemente aumentate, di pari passo con l’invecchiamento della popolazione – spiega Diego Serraino, consigliere AIRTUM -. La maggior parte dei tumori infatti si sviluppa in persone con più di 65 anni. E’ così in tutto il mondo e anche in Italia, dove le statistiche indicano chiaramente che circa il 60% delle nuove diagnosi riguardagli over 65. Dunque, di pari passo con l’allungamento medio della vita, crescono i casi di cancro. La diminuzione registrata nel 2025 ha due spiegazioni: primo, la popolazione italiana continua a diminuire. Secondo, e qui c’è la buona notizia, sono calati i nuovi casi fra i maschi. Soprattutto si registrano meno tumori legati al tabacco, primo fra tutti quello del polmone, ma non solo».
Ovvero, si vedono oggi frutti di chi ha smesso di fumare 15-20 anni fa, quando i tabagisti erano prevalentemente maschi e hanno iniziato a dire basta. Una tendenza che si è, purtroppo, invertita e ha visto crescere il numero di italiane fumatrici. Con un aumento, di pari passo, dei casi di cancro fumo-correlati.
«Le statistiche indicano chiaramente che le sigarette sono associate all’insorgenza di circa una neoplasia su tre e a ben 17 tipi di cancro diversi, fra i quali cavo orale (bocca) e di gola, faringe e esofago, vescica, rene, prostata, pancreas, colon seno» ricorda Serraino.
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Perché l’andamento dei casi di cancro fra gli uomini è migliore di quello fra le donne?
«Principalmente per i motivi legati al tabacco – dice Stracci -. I tabagisti maschi sono diminuiti e così è scesa l’incidenza di neoplasie. Mentre nelle donne, per ora, non si vedono miglioramenti».
Una volta al Sud ci si ammalava di meno: a cosa è dovuto il peggioramento?
«Al cambio di stile di vita che ha visto il Meridione avvicinarsi, in peggio, al Centro Nord- risponde Serraino -. Oltre un terzo dei tumori non si svilupperebbe a fronte di stili di vita corretti. Non fumare (o smettere con vantaggi concreti a ogni età), fare regolarmente attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata (incluso il baso consumo di alcolici) e non avere chili di troppo sono regole semplici, che hanno conseguenze tangibili per tenere lontano il rischio di cancro nelle persone sane e il pericolo di ricadute in chi si è già ammalato. Una volta il Sud aveva un vantaggio in salute perché le buone abitudini erano più diffuse, a partire dalla dieta mediterranea e dal consumo abbondante di frutta e verdura. Un vantaggio che è andato oggi perduto».
Dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, è stato più volte lanciato un allarme per la diffusione dei tumori (specie di seno e colon) nelle persone giovani, prima dei 50 anni. Cosa dicono i dati italiani?
«Anche da noi vediamo un aumento di alcuni tipi di cancro, come melanoma cutaneo, tiroide e testicolo che va però ricondotto a una maggiore attenzione alla prevenzione – conclude Serraino -. In pratica si diagnosticano più tumori perché si fanno più controlli. Crescono anche i tumori al seno nelle under 50 e questo caso l’aumento è attribuibile anche ad altri due motivi: la diffusione del consumo di alcolici e il fatto che si facciano meno bambini (gravidanza e allattamento sono fattori protettivi). Fortunatamente, però, non registriamo ancora fra i giovani una crescita di casi di cancro al colon retto».
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4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 18:08)
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