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Federico De Rosa e Daniela olizzi
Il board, che si esprimerà mercoledì sull’elenco dei venti nomi avrebbe chiesto nei giorni scorsi dei pareri legali. E, secondo alcune voci, starebbe valutando di proporre Corrado Passera per il ruolo di ceo
Il Monte dei Paschi ha convocato per oggi, mercoledì 4 marzo il consiglio, che dovrà esprimersi sulla lista di venti nomi da presentare all’assemblea del 15 aprile per rinnovare vertici e board dell’istituto. Nell’elenco non ci sarebbe il nome dell’attuale ceo, Luigi Lovaglio. Il comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi ha lavorato fino a tarda sera per affinare le candidature che saranno sottoposte al board presieduto da Nicola Maione. L’obiettivo era concludere i lavori in tempo per la riunione convocata per oggi. Il comitato nomine avrebbe discusso a lungo della riconferma di Lovaglio, su cui sono emerse contrarietà che avrebbero portato alla decisione di non riproporlo come ceo.
La lista
Una volta trovato il consenso di almeno i due terzi dei componenti, la lista verrà inviata alla Bce che dovrà esprimersi in modo formale, oltre che sulla lista, su tutto il percorso compiuto dalla banca nel suo iter che porterà al rinnovo della sua governance, incluse le modifiche statutarie. La deadline per inviare le informazioni è domani, al più tardi venerdì.
Che ci fosse qualche problema si era capito già lo scorso weekend, quando era attesa da Siena la fumata bianca e invece il comitato nomine ha proseguito il confronto sui candidati. Ieri sono circolate voci che davano Lovaglio fuori dalla rosa ristretta e già parlavano di trattative in corso. Non risulta tuttavia che siano state avviate interlocuzioni sull’uscita del manager. Fonti vicine al board hanno indicato i potenziali rischi legati alle incertezze dell’inchiesta di Milano sulla scalata a Mediobanca, in cui è indagato Lovaglio, insieme a Francesco Gaetano Caltagirone, Delfin e il suo presidente Francesco Milleri, entrambi azionisti di Mps. Ma anche la necessità di un cambio di passo.
Il terzo polo bancario
Lovaglio è il manager alla guida del Monte dal 2022, anno della ricapitalizzazione da 2,5 miliardi. Ha rilanciato l’istituto toscano che ha potuto scalare Mediobanca creando il terzo polo bancario italiano. Giovedì scorso ha presentato il piano al 2030 che però è stato accolto con freddezza dal mercato. Secondo alcune voci, sarebbe stato valutato di proporre a Corrado Passera il ruolo di ceo, sebbene l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo e poi fondatore e ceo di illimity, presente nell’elenco dei candidati, ha fatto sapere nei giorni scorsi di non volere ruoli operativi. Verrà probabilmente fatto un altro tentativo. Ieri a margine del Congresso Fabi in corso a Milano, Passera si è limitato a dire che su Mps «quando ci sarà qualcosa da commentare la commenteremo».
Alcuni osservatori vedono Fabrizio Palermo, altro nome della lista composta da Korn Ferry, come potenziale candidato al ruolo di ceo. Il mandato alla guida di Acea dell’ex ad di Cassa depositi, che siede nel cda di Generali, scade in primavera. Anche l’ex Unicredit Carlo Vivaldi potrebbe avere le caratteristiche.
Il consiglio vuole dare agli azionisti un’indicazione chiara sul presidente e sull’ad. Senza cioè lasciare le scelte all’assemblea del 15 aprile quando gli azionisti indicheranno le loro preferenze per ogni candidato al secondo giro di votazioni, come previsto dalla Legge Capitali. Le ipotesi circolate su possibili staffette al vertice o mandati a termine non sarebbero dunque più attuali. È probabile che il comitato nomine scriva una lista di venti nomi — scremati dai trenta dell’elenco «lungo» — dando le indicazioni sui candidati che hanno le caratteristiche più idonee per assumere il ruolo di ceo del gruppo bancario. Dopodiché toccherà al consiglio del Monte votare o meno la lista a seconda dei candidati che saranno inseriti.
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4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 08:02)
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