di
Simona Marchetti

Sulle pagine di “Chi” il conduttore ha fatto un bilancio della sua seconda edizione del Festival di Sanremo, parlando anche delle accuse di sessismo che gli ha rivolto una ballerina

La goliardia fiorentina è uno dei suoi tratti distintivi ed è proprio quella che Carlo Conti chiama in causa per chiudere – si spera definitivamente – la polemica sui jeans strappati che si è scatenata dopo la finale del Festival di Sanremo. Tutto era nato al termine dell’esibizione di Samurai Jay con un gruppo di ballerine, quando il conduttore era sceso in platea e, rivolgendosi alla moglie seduta in prima fila, le aveva detto «senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!». Sembrava finita lì e invece la ballerina con i jeans della discordia – Francesca Tanas – ha poi accusato Conti di sessismo. «Sto tizio qui di nome Carlo Conti mi ha letteralmente sessualizzata per dei pantaloni da show e, come se non bastasse, ha messo in imbarazzo la moglie palesando e minimizzando la gelosia e l’imposizione nel dirle cosa può indossare e cosa no», ha scritto infatti la ragazza in una storia su Instagram.

 Da qui la controreplica del conduttore, affidata alle pagine di “Chi”, dove ha anche fatto un bilancio della sua seconda (e ultima) esperienza sul palco dell’Ariston, visto che ha lasciato il testimone a Stefano De Martino, che condurrà il Festival il prossimo anno. «Evidentemente noi fiorentini abbiamo uno spirito rispettosamente goliardico che non tutti riescono ad apprezzare – ha spiegato Conti – . Mia moglie ha sorriso, ha colto il senso della mia battuta, ed è questo ciò che conta. Se dovessimo perdere la leggerezza, allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi, soprattutto per le future generazioni». 



















































E la conferma di quanto ami l’ironia e gli scherzi è arrivata dal racconto di un retroscena del festival legato a Tony Pitony. «Alla fine della serata dei duetti, Tony Pitony mi ha regalato la sua maschera. E, allora, sono uscito indossandola e rispondendo a chi mi scambiava per lui come se fossi veramente Tony – ha svelato il conduttore fiorentino – . Mentre tornavo in macchina in albergo, con quella maschera addosso, abbassavo il finestrino e salutavo e tutti mi rispondevano: “Ciao Tony!”».

4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 16:04)