Chiuso il fronte con l’Iran, il 2 agosto 1990 l’esercito dell’Iraq invade il Kuwait. Il casus belli denunciato dal governo di Saddam Hussein è la presunta estrazione illegale di petrolio da pozzi a ridosso del confine da parte del nuovo nemico. Gli Stati Uniti, alleati del Kuwait, hanno risposto cinque giorni dopo dando il via all’operazione Scudo del Deserto. Mentre Saddam annette il Kuwait, a novembre il Consiglio di sicurezza dell’Onu approva una risoluzione che impone all’Iraq di ritirarsi entro il 15 gennaio 1991. Scaduto il termine, sono iniziati prima i bombardamenti poi le operazioni di terra della coalizione di 35 Paesi nel frattempo formatasi: a fine febbraio il presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush annuncia la vittoria e la liberazione del Kuwait. Saddam Hussein, però, rimane in carica. Il conflitto passa alla storia non solo perché è il primo trasmesso in diretta televisiva, ma anche per il ricorso da parte dell’Iraq ai missili Scud sparati contro Israele e l’Arabia Saudita, alleati degli Stati Uniti nella regione.