Quando l’aereo ha toccato la pista di Orio è partito l’applauso, e il sollievo che accompagnava l’atterraggio era molto diverso da quello dei charter tutto compreso. Le 102 persone a bordo (tra cui Luisa Corna e Francesca Alotta) erano state quattordici ore in attesa di decollare e fino all’ultimo istante non sapevano se sarebbero riuscite a lasciare la zona di guerra. E non è un caso se, subito dopo l’applauso, gli italiani a bordo sono partiti con l’Inno di Mameli. 
I due voli di linea su Orio dagli Emirati sono ancora sospesi. Il Flydubai atterrato ieri alle 13 sarebbe dovuto partire martedì sera. I passeggeri sono arrivati per le 18, per poi vedere slittare l’ora di partenza sempre più in là nella notte fino al decollo avvenuto alle 8 di ieri, ora locale. Ma non tutti sono saliti a bordo: «Sei miei amici sono rimasti là: ci hanno detto che per problemi di sicurezza si doveva fare un giro più ampio, serviva più carburante e quindi i passeggeri dovevano essere di meno», racconta Luisa Corna. 

Era arrivata a Dubai il 27 per il Gran gala della canzone italiana: «Sapevamo che la situazione internazionale era delicata ma non potevamo aspettarci un attacco — prosegue Corna —. Poi sabato si è scatenato di tutto, è stata la giornata peggiore. Vedevamo in cielo esplosioni, aerei, missili, droni: dopo un po’ inizi a distinguere i loro rumori. All’inizio ho vissuto la situazione con un pizzico di incoscienza come se riguardasse qualcun altro, solo in seguito ti rendi conto del pericolo in cui ti trovi e inizi ad avere paura. Arrivavano questi messaggi sui cellulari, con delle notifiche molto rumorose, per avvisarti di metterti al sicuro. Ci hanno detto che nella zona erano caduti cento missili e 150 droni». Il rientro era previsto proprio con il volo cha ha poi utilizzato: «Per un po’ siamo stati scortati da un aereo militare che vedevamo sotto di noi. Poi quando abbiamo capito che eravamo al sicuro c’è stato sollievo, e finalmente siamo arrivati a casa. All’atterraggio c’è stata un’esplosione di gioia, c’è stato l’applauso e qualcuno ha iniziato a cantare l’Inno di Mameli». L’aereo è poi ripartito per Dubai con solo tre passeggeri a bordo.



















































4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 18:46)