di
Giuliana Ferraino

Il miliardario egiziano ha trasferito la residenza a Milano per beneficiare della flat tax. Confermato il ceo Gulden. Nel board entra Döpfner, ceo di Axel Springer. Conti record, ma il titolo crolla in Borsa per le stime sul 2026

 Adidas sceglie la strada della stabilità al vertice, ma non senza scossoni sul fronte della governance e dei mercati. Il consiglio di sorveglianza del leader europeo dello sportswear ha annunciato due mosse chiave: il rinnovo del mandato del ceo Bjørn Gulden fino alla fine del 2030 e la proposta di Nassef Sawiris come nuovo presidente.

L’egiziano Sawiris, già vicepresidente e tra i principali azionisti del gruppo, dovrebbe succedere a Thomas Rabe in occasione dell’assemblea degli azionisti di maggio. Una nomina che arriva in un momento particolare per il magnate: come riportato recentemente dal Corriere della Sera, Sawiris — accreditato di un patrimonio superiore ai 9 miliardi di dollari — ha infatti scelto l’Italia (e nello specifico Milano) come sua nuova residenza, beneficiando del regime di flat tax per i neo-residenti dopo aver lasciato il Regno Unito in seguito alla stretta fiscale sui non-dom.



















































La perplessità degli analisti 

La conferma di Gulden, ex guida di Puma arrivata tre anni fa per risollevare le sorti delle tre strisce, è stata accolta positivamente dagli analisti della Deutsche Bank, che vede nel prolungamento del contratto un segnale di fiducia nella traiettoria di risanamento. Sotto la sua gestione, Adidas ha recuperato terreno puntando sui grossisti e sul successo dei modelli retro come le Samba.

Ma la successione alla presidenza solleva dubbi tra gli investitori istituzionali. Cornelia Zimmermann di Deka Investment ha definito Sawiris nel migliore dei casi una soluzione ad interim, mettendo in dubbio l’indipendenza di un profilo presente nel board dal 2016 e impegnato su numerosi fronti, dalla presidenza dell’Aston Villa al colosso chimico Oci. Anche Union Investment ha mosso critiche, sottolineando come la nomina di Mathias Döpfner (ceo di Axel Springer) abbia fatto perdere all’azienda l’occasione di raggiungere la quota femminile di almeno il 30% nel consiglio di Sorveglianza.

Conti record, ma l’outlook 2026 spaventa la Borsa

Sul fronte dei conti, nonostante un 2025 archiviato con numeri imponenti, il titolo Adidas ha subito un brusco calo a Francoforte, arrivando a perdere oltre il 7% e toccando i minimi da tre anni a 136,4 euro, per poi chiudere in calo del 4,6% a 142,35 euro, in controtendenza rispetto al Dax (+1,74%). A pesare è un outlook per il 2026 giudicato troppo prudente dagli analisti.

I dati comunicati dall’azienda fotografano un 2025 di forte espansione, con ricavi record a 24,8 miliardi, in crescita del 10% a cambi costanti, e un utile operativo salito del 54% a 2,06 miliardi. L’utile netto ha registrato un incremento ancora più marcato, segnando un +75% rispetto all’anno precedente e attestandosi a 1,38 miliardi. Grazie a questi risultati, il consiglio ha proposto un dividendo di 2,80 euro per azione, in aumento del 40%.

Per il 2026, però, il gruppo stima un utile operativo di 2,3 miliardi, una cifra che resta inferiore ai 2,7 miliardi previsti dal mercato. Su questa previsione pesano circa 400 milioni di euro di oneri legati ai dazi statunitensi e agli effetti valutari avversi. Oltre alle barriere doganali, Adidas monitora con attenzione lo scacchiere mediorientale. Il direttore finanziario Harm Ohlmeyer ha ammesso che la crisi nella regione sta influenzando la logistica e le spedizioni dall’Asia. Sebbene i problemi nello Stretto di Hormuz colpiscano principalmente le forniture verso i paesi del Golfo, la chiusura degli spazi aerei e l’instabilità generale richiedono una capacità di reazione immediata.

Nonostante le incertezze globali, Gulden ha confermato che i grandi eventi sportivi del 2026 rappresenteranno volani fondamentali per la crescita. Tra i Giochi Olimpici invernali e la Coppa del Mondo di calcio, Adidas punta a consolidare la sua posizione. In particolare, per il solo Mondiale di calcio, l’azienda stima di generare ricavi per circa un miliardo di euro grazie alla vendita dei palloni ufficiali e dei kit tecnici delle squadre nazionali.

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4 marzo 2026 ( modifica il 4 marzo 2026 | 23:22)