di
Gabriele Noli

La foto di una pistola inviata su WhatsApp e un avvertimento esteso anche alla famiglia. La denuncia sui social Luigi Brunetti, presidente della Federtennis Toscana: «I tennisti sono le vere vittime del mondo della delinquenza legato alle scommesse»

«I tennisti sono le vere vittime del mondo della delinquenza legato alle scommesse». Luigi Brunetti, presidente della Federtennis Toscana, va dritto al punto dopo le minacce ricevute da Lucrezia Stefanini prima del match di qualificazione al Wta 1000 di Indian Wells (Stati Uniti) contro l’andorrana Jimenez Kasintseva: la foto di una pistola inviata su WhatsApp e un avvertimento esteso anche alla famiglia, nel caso in cui fosse stata lei a vincere.

È stata la stessa 27enne di Carmignano (Prato), numero 138 del mondo, alla fine k.o. in tre set dopo una battaglia lunga tre ore, a raccontare l’accaduto con un video pubblicato sui social, precisando di aver prontamente presentato denuncia alla Wta (l’associazione che organizza e gestisce i tornei femminili). «Siamo al suo fianco senza esitazioni, è un fatto intollerabile. L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport», ha dichiarato il presidente della Federtennis nazionale Angelo Binaghi, chiedendo «l’identificazione e la punizione dei responsabili» e pretendendo «che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti». Per Brunetti si tratta di un fenomeno «che va al di là del singolo evento e che rischia di sfuggire di mano». Per questo, aggiunge, «è fondamentale che ci sia una risposta concreta per contrastarlo efficacemente».



















































Quello di Stefanini non è certo un episodio isolato ma solo l’ultimo di una serie sempre più lunga. Secondo un report congiunto di Itf (la federazione internazionale) e Wta, solo nel 2024 sono stati rilevati circa 8mila post, commenti e messaggi diretti, contenenti ingiurie e minacce, all’indirizzo di 458 tennisti: il 40% dei contenuti proveniva da scommettitori arrabbiati. 

Nel recente passato sono stati diversi i tennisti italiani loro malgrado coinvolti, tra cui il pisano Francesco Maestrelli (che si è qualificato per il tabellone principale proprio a Indian Wells: sarà il debutto assoluto in un Masters 1000 per il numero 114 del mondo, che al primo turno affronterà l’australiano Hijikata).

Pure lui, nel 2023, con un video sui social rese note le offese e le minacce ricevute per aver perso alcune partite. «Di fronte a questi fatti allarmanti — prosegue Brunetti — c’è chi si sente ferito però preferisce non esporsi perché non vuole correre rischi e chi invece sceglie di reagire pubblicamente, magari spinto da un dovere morale o dalla volontà di un essere un esempio». Proprio come Maestrelli, che tre anni fa decise di farsi «portavoce di una battaglia che riguarda tutti i tennisti», lamentando «un’apatia generalizzata» di fronte alla piaga degli haters del web. «È una deriva preoccupante ma che non deve stupire — analizza Brunetti — perché da diverso tempo lo sport è interessato da questi comportamenti. Ce lo ha insegnato il calcio e ora tocca al tennis. Sarebbe da ingenui far finta di nulla».

Da parte sua Stefanini, pur ammettendo di «non aver dato peso» ai messaggi minatori su WhatsApp, ha annunciato che denuncerà ancora se gliene arriveranno altri. Sperando che non ce ne sia più bisogno. 


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5 marzo 2026