di
Francesco Bertolino

Il gruppo dei pagamenti presenta il piano al 2028. Oneri straordinari legati all’andamento del settore in Borsa. Il ceo Bertoluzzo: «Il nostro posizionamento sul mercato europeo è unico»

Nexi alza il dividendo e si prepara a distribuire agli azionisti 1,1 miliardi di cedole nei prossimi tre anni. Il gruppo dei pagamenti verserà ai soci 350 milioni quest’anno e punta a mantenere questo livello di remunerazione per i due successivi bilanci. «È uno dei dividendi più alti nel settore», ha detto Paolo Bertoluzzo, ceo di Nexi, presentando il nuovo piano industriale. «Lo abbiamo preferito al buyback perché vogliamo dare un messaggio di continuità agli investitori», ha aggiunto il manager, spiegando perché il gruppo abbia deciso non replicare il riacquisto azionario da 300 milioni concluso nel 2025

Il crollo in Borsa

In Borsa, però, il titolo ha aperto in pesante rosso, con un calo del 20% a metà mattina. «Il periodo di mercato non è particolarmente sereno, ma abbiamo presentato piano che garantisce crescita di lungo periodo e questa è la nostra responsabilità come piattaforma strategica, investendo in prodotti, tecnologie e aree di crescita», ha commentato Bertoluzzo. «Non tutti gli investitori apprezzano questa prospettiva e l’assenza di buyback – ha proseguito – stiamo avendo un cambio nel nostro azionariato da investitori che cercano società ad alta crescita a investitori che guardano alla generazione di cassa e noi ne produrremo 800 milioni all’anno». 



















































La maxi-svalutazione

Negli ultimi tempi,  del resto, Nexi ha sofferto in Borsa (-34% in un anno), così come tutta la filiera dei pagamenti, a causa dei timori riguardo alla concorrenza di big tech, fintech e ora intelligenza artificiale. Su questa base il gruppo ha operato una svalutazione «non-cash» di 3,7 miliardi dell’avviamento che ha portato il 2025 in perdita per 3,4 miliardi. La maxi-svalutazione è state necessaria «per riallineare i valori di carico delle acquisizioni fatte cinque anni fa ai multipli di mercato del nostro settore che si sono ridotti», ha detto Bertoluzzo, facendo riferimento agli acquisti carta contro carta di Sia e Nets. 

L’andamento dei conti

Al netto di questo onere straordinario, il gruppo ha generato ricavi per 3,6 miliardi, un margine operativo di 1,9 miliardi e un utile di 783 milioni. La generazione di cassa è stata di 806 milioni e dovrebbe mantenersi su questi livelli anche nei prossimi anni, arrivando a un totale di 2,4 miliardi nel triennio. Oltre che per i dividendi, Nexi intende utilizzarla per ridurre ancora il debito e per piccole acquisizioni. Bertoluzzo ha ricordato che quest’anno, per l’acquisizione del merchant book della Banca Popolare di Sondrio, Nexi spenderà 150 milioni di euro. «Oggi Nexi ha consolidato un posizionamento unico nel panorama europeo dei pagamenti digitali, affermandosi come piattaforma di fiducia e capace di trasformare la crescente complessità del settore in opportunità per cittadini, imprese, banche e istituzioni», ha sottolineato Bertoluzzo, citando anche la collaborazione con la Bce per l’euro digitale.

I piani industriali

Dal punto di vista ordinario, Nexi intende difendere la sua quota di mercato in Italia e nei mercati scandinavi, dove già detiene circa il 50-60%. Punta poi ad aumentare la sua presenza nei mercati di lingua tedesca (Germania, Svizzera, Austria) e in Polonia, dove c’è molto spazio per crescere, specie nel segmento delle piccole e medie imprese. Nexi intende poi investire sulle soluzioni di pagamento e-commerce – che oggi rappresenta circa il 6% del suo fatturato – e, ovviamente, sull’intelligenza artificiale. «È anzitutto una grande opportunità di efficienza e al nostro interno abbiamo 1500 sviluppatori che stanno utilizzando l’Ai con miglioramenti di produttività superiore al 25%», ha detto Bertoluzzo. «L’Ai è però anche uno strumento di innovazione e stiamo stringendo accordi con Visa, Microsoft e altri giganti di settore nel mondo degli agentic commerce che, comunque, richiederà sempre un sistema di pagamento sottostante».  

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5 marzo 2026 ( modifica il 5 marzo 2026 | 11:00)