Dopo tre utili di fila, il club rossonero andrà incontro a un bilancio in rosso. Ma la politica di risparmi ha ridimensionato il buco economico


Marco Iaria

Giornalista

5 marzo – 11:18 – MILANO

C’erano una volta Berlusconi e Moratti, che non badavano a spese per affermare la loro supremazia. Adesso i mecenati sono stati sostituiti dai fondi e la sfida più attesa dalla Milano calcistica si è trasformata nel derby della sostenibilità. Il Milan, va detto, ci è arrivato prima, perché prima dell’Inter è finito sotto l’ala di una società d’investimento. Se Elliott aveva compiuto il turnaround, dal 2022 RedBird ha completato il risanamento, consolidato la traiettoria virtuosa e spinto l’acceleratore sulla crescita. Risultato? Tre utili consecutivi dopo 17 anni di perdite, tra il 2022-23 e il 2024-25, con gli acuti sportivi della semifinale di Champions e della vittoria della Supercoppa italiana. 

impatto—  

La squadra non si è qualificata alle coppe europee in questa stagione e, al momento, le previsioni contabili indicano una perdita che possiamo stimare attorno ai 30 milioni. Al di là del fatto che i possibili riscatti di giocatori dati in prestito (Chukwueze, Colombo e Terracciano) consentirebbero di ridimensionare il rosso, il conto economico 2025-26, letto in controluce, è un’ulteriore conferma della sostenibilità ormai raggiunta. Paradossale? Niente affatto. Per una big l’assenza dei premi Uefa è pesantissima: basti pensare che la Juventus, nell’annus horribilis 2023-24, riportò un deficit di 199 milioni. Il Milan può assorbire il buco in maniera molto meno drammatica, perché ha saputo costruire nel tempo un modello virtuoso, che poggia sulla visione di medio-lungo di RedBird (estinto nel frattempo il vendor loan). Il management guidato dal presidente Scaroni e dall’amministratore delegato Furlani ha capitalizzato l’esperienza e il know-how della proprietà per sviluppare le linee di business, cercando di coniugare competitività e disciplina di bilancio, con un occhio al futuro, come dimostra il progetto del nuovo stadio in tandem con l’Inter. Nel 2025-26 i ricavi, inevitabilmente, sono in calo rispetto ai 411 milioni (al netto del player trading) della scorsa stagione. Vengono a mancare 71 milioni di premi Champions e Supercoppa e altri 12 di introiti legati alla biglietteria. La nota positiva è il consolidamento dell’area commerciale. Aumentano i proventi da player trading: al momento l’incremento è di una ventina di milioni, oltre quota 100, grazie alle plusvalenze di Theo Hernandez, Thiaw, Pobega, Okafor e Jimenez. 

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risparmi—  

Sul mercato i dirigenti rossoneri hanno continuato ad adottare una politica di investimenti funzionali, con circa 160 milioni di acquisizioni a fronte di un centinaio generato dalle cessioni. Ciò si è tradotto, a conto economico, in un ulteriore incremento degli ammortamenti dei “cartellini” (circa 15 milioni in più) e, allo stesso tempo, in una riduzione degli stipendi per una decina di milioni. Giocando solo in campionato, la rosa è stata ridotta sensibilmente a livello numerico e sono stati tagliati diversi ingaggi pesanti. Tenendo conto del venir meno della svalutazione del progetto di San Donato e della riduzione di alcune spese operative, il totale dei costi 2025-26 dovrebbe contrarsi di circa 20 milioni. Le minori entrate superano i risparmi. Di conseguenza, il risultato d’esercizio dovrebbe passare dall’utile di 3 milioni dell’anno scorso a una perdita stimata, al momento, attorno ai 30 milioni. Il consistente patrimonio netto (199 milioni al 30 giugno 2025) e il basso livello di indebitamento finanziario netto (93 milioni) consentono al Milan di assorbire tranquillamente la perdita e, attingendo alle linee di prestito non utilizzate, di coprire il fabbisogno di cassa senza ricorrere all’equity dell’azionista. RedBird, nel frattempo, è impegnato in una sfida globale: è al fianco di Paramount nella mega-operazione di acquisizione di Warner Bros. Discovery, ribadendo il proprio impegno nella filiera che abbraccia sport, media e intrattenimento.